di Tiziana Mazzaglia
PROSSIMA USCITA
Una giornalista e un avvocato tra errori, responsabilità e futuro
Tiziana Mazzaglia | Michele Miccoli
Quando una bravata smette di essere una bravata? Quando un gesto compiuto per gioco, per rabbia, per imitazione o per conquistare l’approvazione del gruppo oltrepassa un confine e diventa qualcosa di più grave? E che cosa accade quando un adolescente, quasi senza averne compreso fino in fondo le conseguenze, si ritrova dall’altra parte di quel confine?
Ragazzi. Punto e a capo. nasce da queste domande e sceglie di affrontarle senza mettere sotto processo un’intera generazione.
Violenza tra giovanissimi, aggressioni filmate e condivise, bullismo e cyberbullismo, sexting, diffusione illecita di immagini, violenza sessuale, baby gang: dietro le parole che sempre più spesso occupano le pagine della cronaca ci sono ragazzi reali, vittime reali, famiglie, scuole, errori, responsabilità e conseguenze che possono cambiare una vita.
A osservarli sono due professionisti da prospettive differenti: Tiziana Mazzaglia, giornalista e docente in istituti di istruzione secondaria di secondo grado, e Michele Miccoli, avvocato penalista e docente universitario. Lo sguardo di chi vive quotidianamente la scuola e quello di chi conosce il diritto e la giustizia penale si incontrano così nello stesso interrogativo: che cosa possiamo fare prima che un errore diventi un reato e, quando il confine è già stato oltrepassato, come possiamo responsabilizzare senza rinunciare alla possibilità di ricominciare?
Il libro entra nelle classi, nelle dinamiche del gruppo, nel rapporto spesso difficile tra scuola e famiglia, nella solitudine degli adolescenti e nella fatica degli adulti di educare, ascoltare e dire no. Ma entra anche nel territorio della responsabilità giuridica e della giustizia minorile, là dove non basta più domandarsi perché sia accaduto qualcosa e diventa necessario comprendere che cosa preveda la legge.
Senza indulgenza e senza demonizzazione, Ragazzi. Punto e a capo. prova soprattutto a restituire un significato a una parola che sembra essersi fatta più difficile: confine. Perché comprendere non significa giustificare, educare non significa cancellare le conseguenze e offrire una seconda possibilità non significa dimenticare chi ha subito.
Il punto, allora, non cancella ciò che è accaduto.
Ma dopo un punto si può ancora andare a capo.
Perché il passato esiste, ma davanti rimane una strada.
Prossima uscita – Le canoe del web

