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Alice nel Paese dei Social: il luogo dove l’assurdo è diventato normale

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Se Alice cadesse oggi nella tana del Bianconiglio, difficilmente approderebbe nel Paese delle Meraviglie. Molto probabilmente finirebbe nel Paese dei Social. Un luogo dove il tempo corre più veloce delle emozioni, le regole cambiano ogni giorno e la realtà si confonde con la sua rappresentazione. Un mondo in cui l’apparenza rischia di avere più valore della sostanza e il consenso sembra contare più della verità. Chissà se Alice lo chiamerebbe ancora “meraviglioso”. Lewis Carroll aveva immaginato un universo in cui la logica si ribellava a se stessa, dove il tempo si fermava all’ora del tè, i gatti sorridevano e le regine condannavano prima ancora di ascoltare. Un mondo dichiaratamente fantastico. Il nostro, invece, si presenta come il regno della realtà. Eppure, osservandolo con gli occhi di Alice, le somiglianze sono sorprendenti. Il Bianconiglio non corre più con un orologio in mano. Corre dietro alle notifiche. Vive nell’ansia di perdere l’ultimo aggiornamento, l’ultima storia, l’ultimo trend. Il tempo non gli appartiene più: appartiene all’algoritmo. Il Cappellaio Matto è diventato un influencer. Ogni giorno cambia idea, linguaggio e opinioni, seguendo il vento della viralità. Più che convincere, deve intrattenere. Più che approfondire, deve catturare l’attenzione. La Regina di Cuori continua a pronunciare la sua celebre sentenza: «Tagliatele la testa!». Solo che oggi la ghigliottina è digitale. Basta un errore, una frase estrapolata dal contesto o un giudizio affrettato perché migliaia di persone si trasformino in una giuria pronta a emettere una condanna immediata. Lo Stregatto, invece, si nasconde dietro profili anonimi. Compare, provoca, scompare. Lascia dubbi, sospetti e talvolta disinformazione. Sorride ancora, ma il suo sorriso oggi è spesso quello dell’anonimato. E poi ci siamo noi. Forse è proprio questo che stupirebbe di più Alice. Non i personaggi, ma gli spettatori. Persone che misurano il proprio valore attraverso i “mi piace”, che raccontano una felicità filtrata mentre combattono battaglie invisibili, che conoscono la vita degli altri senza conoscere davvero se stesse. La domanda del Bruco – «Chi sei tu?» – non è mai stata così attuale. Chi siamo quando costruiamo la nostra immagine online? Quanto della nostra identità appartiene a noi e quanto, invece, è modellato dall’approvazione degli altri? I social network non sono il male. Hanno rivoluzionato il modo di comunicare, di informarsi, di creare relazioni e di dare voce a chi, un tempo, non ne aveva. Possono unire, informare, mobilitare, persino salvare vite. Ma ogni innovazione porta con sé una responsabilità: quella di non lasciare che lo strumento finisca per guidare chi lo utilizza. Forse Alice non ci direbbe di abbandonare il Paese dei Social. Ci inviterebbe semplicemente ad attraversarlo con lo stesso spirito con cui attraversò il Paese delle Meraviglie: facendo domande, dubitando delle apparenze e cercando sempre il significato dietro ciò che vede. Perché la vera meraviglia, oggi, non è la tecnologia. È riuscire a restare autentici in un mondo che, troppo spesso, ci premia per ciò che sembriamo invece che per ciò che siamo.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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