di Tiziana Mazzaglia
Con la scomparsa di Ulrico Carlo Hoepli, avvenuta a Milano all’età di 91 anni, si chiude una delle pagine più significative della storia dell’editoria italiana. Figura centrale della quarta generazione della famiglia Hoepli, Ulrico Carlo Hoepli ha dedicato la propria vita alla diffusione della cultura, della conoscenza e del sapere, proseguendo l’opera iniziata nel 1870 dal bisnonno Ulrico Hoepli, libraio ed editore svizzero che scelse Milano come sede della propria attività e che avrebbe dato vita a uno dei marchi editoriali più prestigiosi del Paese. La sua esistenza si è intrecciata con la storia stessa della casa editrice e della celebre libreria milanese che per oltre un secolo e mezzo hanno rappresentato un punto di riferimento per studenti, professionisti, ricercatori e lettori. Laureato in giurisprudenza, entrò nell’azienda di famiglia negli anni Sessanta e contribuì a consolidarne il ruolo nel panorama editoriale italiano, mantenendo saldo il legame con la tradizione ma accompagnando l’impresa attraverso le profonde trasformazioni tecnologiche e culturali del Novecento e del nuovo millennio. Sotto la sua guida la casa editrice Hoepli rafforzò la propria presenza nei settori della manualistica, della formazione professionale, della divulgazione scientifica e dell’editoria scolastica, rimanendo fedele a una missione semplice ma fondamentale: rendere accessibile la conoscenza. Hoepli amava ricordare come il fondatore della dinastia avesse intuito il ruolo centrale di Milano per l’editoria italiana e dichiarò: «Il nostro fondatore aveva capito che il futuro per l’editoria in lingua italiana era proprio a Milano. Grazie alla sua lungimiranza, io e i miei figli continuiamo a poter svolgere ancora oggi il nostro mestiere». Parole che raccontano non soltanto l’orgoglio per una storia familiare straordinaria, ma anche il senso di responsabilità con cui ha custodito un patrimonio culturale costruito nel corso di oltre centocinquant’anni. La sua scomparsa assume oggi un significato ancora più simbolico perché arriva in un momento di profondo cambiamento per il mondo del libro e dopo la chiusura della storica libreria di via Hoepli, luogo che per generazioni ha rappresentato una vera e propria casa della cultura. Numerosi i messaggi di cordoglio che ne hanno ricordato il valore umano e professionale; tra questi quello dell’ex sindaco di Milano Letizia Moratti che lo ha definito «una figura che ha saputo custodire e tramandare una delle più importanti tradizioni culturali e imprenditoriali della storia milanese e italiana». Con la morte di Ulrico Carlo Hoepli non si spegne soltanto un editore, ma uno degli ultimi custodi di una stagione in cui il libro era considerato prima di tutto uno strumento di crescita civile e culturale. La sua eredità continua a vivere nei milioni di volumi pubblicati, nelle generazioni formate attraverso i manuali Hoepli e nella convinzione che la conoscenza sia il più prezioso degli investimenti per il futuro. Il suo nome resterà legato alla storia dell’editoria italiana come simbolo di dedizione, competenza e amore per i libri, perché chi custodisce la cultura non lascia soltanto un ricordo, ma una traccia destinata a durare nel tempo.
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