A voi
che decidete per la violenza,
a voi
che tracciate confini con il sangue,
che invocate la patria mentre la disonorate,
che chiamate “strategia”
ciò che distrugge case, sogni, volti.
Fermatevi!
Ogni guerra che inizia non termina mai davvero.
Continua negli occhi dei sopravvissuti,
nei bambini cresciuti troppo in fretta,
nelle madri che non dormono più,
nelle città che non trovano più il silenzio.
Le vostre decisioni generano cicatrici che nessun tempo sa guarire.
Avete mai ascoltato davvero il suono di un’esplosione?
Non è solo rumore:
è un urlo.
È la voce della storia che vi chiede di fermarvi.
La pace è più difficile da costruire,
sì.
Ma è proprio questo che la rende nobile.
“Chi salva una vita, salva il mondo intero”, recita il Talmud.
E voi, quante vite avete tolto?
Quanti mondi avete cancellato?
La forza non sta nel potere di distruggere,
ma nel coraggio di fermarsi,
nel decidere di non uccidere oggi,
anche se potreste farlo.
Non è mai troppo tardi per scegliere la vita.
Per costruire invece di abbattere.
Per proteggere invece di ferire.
Per lasciare ai posteri non una mappa di conflitti,
ma un’eredità di umanità.
Con tutto ciò che resta di speranza,
una voce dalla terra ferita.
Con un grido poetico attraverso la penna e il web
Tiziana Mazzaglia
L’immagine allegata è stata creata con l’intelligenza artificiale.
