di Tiziana Mazzaglia
Caro 2026,
ti scrivo e ti chiedo:
sii lento nel tuo trascorrere,
ridacci l’ascolto, il tempo di respirare.
Sii, allo stesso tempo, veloce, quando serve avanzare,
per non restare indietro, per non farci inciampare.
Sii giovane: porta idee, scintille da inventare,
ma sii anche vecchio, per saper ricordare;
tieni memoria viva, non farci ripetere
gli stessi errori ciechi che ci tornano a prendere.
Sii saggio, anno nuovo: pesa ciò che c’era,
non buttar via il buono per fretta o per chimera.
Cambia soltanto il giusto, con mano che non trema:
non distruggere la storia, non spezzarne il poema.
E sii Cupido gentile, con arco senza rumore:
riporta un amore fedele, che duri nel cuore.
Famiglie unite, parole vere,
case che sanno di perdono e mani leggere.
Stati e Nazioni finalmente uniti davvero, non in guerra:
ponti dove oggi ci sono muri e catene.
Ricchi che sanno donare, senza farlo pesare,
poveri che sanno campare, senza dover implorare.
Caro 2026, cammina con noi, con passo che sa scegliere:
lento per ascoltare, rapido per crescere.
Giovane per sognare, vecchio per ricordare,
saggio per custodire… e amare, perdonare e seminare.
Tiziana Mazzaglia
L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.
