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La pizza italiana: storia, cultura pop e trionfo globale

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

«Che fantastica storia è la vita» cantava Antonello Venditti, e in Italia nessuna storia è più appassionante e “gustosa” di quella della pizza. Da semplice cibo di strada napoletano a simbolo della cucina italiana nel mondo, la pizza è diventata icona pop, protagonista di canzoni, film, arte e, ovviamente, tavole internazionali. La pizza nasce tra il XVIII e il XIX secolo a Napoli. Era un alimento semplice, economico e nutriente, venduto nei vicoli e nelle piazze. Nel 1889, il pizzaiolo Raffaele Esposito preparò per la Regina Margherita una pizza con i colori della bandiera italiana: rosso (pomodoro), bianco (mozzarella) e verde (basilico). Da lì, la Margherita divenne leggenda. Nel 2017, l’UNESCO ha riconosciuto l’ “arte del pizzaiuolo napoletano” come patrimonio culturale dell’umanità. Un traguardo che celebra il valore non solo gastronomico, ma anche sociale e identitario della pizza. La pizza è ovunque anche nella cultura pop: da “Lilli e il Vagabondo” al film “Mangia, prega, ama”, fino alla mitica scena delle Ninja Turtles, la pizza è simbolo di gioia, condivisione e semplicità. Come canta Pino Daniele: «Napule è na’ pizza ca p”o sole mo’ se coce». Se si possono definire numeri della pizza, questi sono:

– In Italia si producono circa 8 milioni di pizze al giorno (fonte: Coldiretti).

– Ci sono oltre 127.000 pizzerie attive, con circa 100.000 pizzaioli.

– Il comparto pizza genera un giro d’affari annuo di 15 miliardi di euro.

– L’Italia esporta know-how: i migliori pizzaioli italiani sono richiestissimi in Giappone, USA, Germania e Australia.

Poi ci sono le eccellenze italiane; Secondo la guida internazionale 50 Top Pizza, tra le migliori pizzerie del mondo troviamo nomi italiani come:

– Pepe in Grani (Franco Pepe, Caiazzo)

– 50 Kalò (Ciro Salvo, Napoli)

– I Masanielli (Francesco Martucci, Caserta)

I segreti sono la lievitazioni di 24-72 ore, farine di grani antichi, il pomodoro San Marzano DOP, la mozzarella di bufala campana DOP, olio EVO artigianale e non può mancare tanta passione. Oggi la pizza si fa gourmet, vegana, senza glutine, integrale, a pala o in teglia. Ma il suo spirito rimane lo stesso: inclusivo, conviviale e irresistibile. Come disse Sophia Loren, icona italiana nel mondo: «Tutto quello che vedete lo devo alla pasta… e alla pizza». La pizza non è solo cibo: è emozione, arte e simbolo di italianità. È un momento di pausa, una festa, un ritorno all’infanzia. E forse è anche per questo che il 96% degli italiani la mangia regolarmente (fonte: Doxa, 2023). Perché come in amore, e in cucina, la semplicità resta il segreto del successo.

In foto una pizza che ho composto io: base di mozzarella di bufala, pomodorini, ricotta e noci, doppio impasto e cornicione ripieno di ricotta e pesto.

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