di Tiziana Mazzaglia
Gaia Chon donna, artista poliedrica italiana, attiva nei campi del teatro, della radio, della musica e delle discipline olistiche. Nata a Bologna, con origini cinesi, ha iniziato la sua formazione teatrale a 16 anni, studiando recitazione e partecipando a numerosi laboratori e stage in Italia. Ha esplorato diverse forme artistiche, tra cui la danza classica, il butoh e il contact improvisation. Tra i suoi progetti teatrali si annoverano: “All’improvviso si accende”, uno spettacolo sul tema dell’invecchiamento nella comunità LGBT, realizzato in collaborazione con il Gruppo Senior di Arcigay; “Note Bianche”, un viaggio surreale di una donna alla riscoperta del legame tra musicista, strumento e amore; “Hardware”, un corto teatrale che esplora il rapporto tra piacere e dolore; “Rosa Rosae – le declinazioni di una Dea”, una contaminazione tra yoga e danza. Ha inoltre recitato nel film Futurus -Robot contro uomini (2019), interpretando il ruolo della “Female Human Leader”. Gaia Chon ha sviluppato nel concetto di “Teatro Olistico” un connubio tra recitazione teatrale e pratiche di benessere interiore come lo yoga e la meditazione. Attraverso i suoi laboratori e il Manuale di Teatro Olistico, (Pubblicato da HOW2 Edizioni nel 2018, il Manuale di Teatro Olistico è disponibile sia in formato cartaceo che digitale) ci propone un percorso che mira a migliorare l’autostima, la consapevolezza di sé e la socialità, utilizzando il teatro come strumento di crescita personale. Il libro è suddiviso in due parti: 1. Parte teorica: introduce il concetto di Teatro Olistico, una disciplina che fonde la recitazione teatrale con la ricerca interiore tipica della cultura yogica; 2. Parte pratica: presenta esercizi di teatroterapia olistica, suddivisi in tre categorie: per singoli partecipanti, per coppie e per gruppi. Questi esercizi sono progettati per essere semplici da eseguire e mirano a favorire l’autostima, la consapevolezza di sé e l’integrazione sociale. Il manuale si propone di: Accrescere autostima e motivazioni personali; Aumentare fiducia e sicurezza in sé stessi; Migliorare la comunicazione interpersonale; Favorire il team building e l’empatia nei gruppi; Promuovere il benessere psico-fisico. Inoltre, il libro è rivolto a: Insegnanti di teatro e yoga, Operatori olistici e del benessere, Coach aziendali, Assistenti e operatori sociali, Attori professionisti e principianti. Nel suo
approccio, sottolinea l’importanza di connettersi con le emozioni profonde per creare una performance autentica. Come afferma Kazuo Ohno, maestro della danza butoh: “Se vuoi danzare un fiore, puoi mimarlo: sarà un fiore qualunque, banale e per nulla interessante. Ma se poni alla base della tua ricerca la bellezza di quel fiore e le emozioni che evoca nel tuo corpo morto, allora il fiore che crei attraverso la danza sarà vero e unico, e il pubblico sentirà la tua emozione.” Gaia integra nel suo metodo diverse tecniche, tra cui il teatro sensoriale, la danza butoh e il teatro dell’oppresso, per aiutare le persone a esplorare e superare le proprie “maschere” interiori. I suoi laboratori sono rivolti a chiunque desideri intraprendere un percorso di crescita personale attraverso l’arte e la consapevolezza corporea. Ma ancora, con la sua empatia entra anche nelle nostre case attraverso la radio, infatti è stata anche speaker radiofonica per Puntoradio, l’emittente fondata da Vasco Rossi. Oggi è speaker in una web radio dal nome Radiabo Centrale Web, con il programma “Cosa succede in città”. Nel 2020 ha esordito come speaker del jingle con il singolo Dillo alla Luna, un brano che unisce sonorità ispirate a Bollywood e remix dei suoi tormentoni radiofonici. Parallelamente alla sua carriera artistica, è anche insegnante di Maitri Yoga, disciplina che integra insegnamenti del buddismo tibetano. Ha fondato il progetto “Gayayoga”, offrendo corsi e seminari che combinano yoga, teatro e benessere olistico. Ha pubblicato diversi libri con How2 Edizioni, tra cui: Manuale di Yoga, Manuale di Teatro Olistico, Seduzione segno x segno. Quest’ultimo è un manuale di astrologia applicata alle relazioni sociali. Per chi va al di là della soglia di una conoscenza superficiale e la incontra guardando tutte le sue sfaccettature Gaia Chon è una guida sensibile, una voce che attraversa i linguaggi dell’anima facendo del palcoscenico un luogo di trasformazione profonda in cui il palco diviene una stanza per l’interiorità.
In quest’ intervista esploriamo con lei il valore dell’empatia, il rapporto con l’altro e la bellezza dell’ascolto come forma di cura. Un dialogo che ci invita a guardare gli altri – e noi stessi – con occhi più aperti e cuore più vivo.
- L’empatia mi sembra sia una qualità centrale nel tuo metodo, vissuta come un filo invisibile che tesse legami. Come si coltiva davvero l’empatia sul palcoscenico e nella vita quotidiana, e in che modo può trasformare il rapporto con gli altri?
«Penso che l’empatia sulla scena si possa coltivare solo con un serio studio del personaggio, oggi forse da molti sottovalutato, ma che si tratti di un lungo copione o di un reading, l’interprete deve cercare di capire come dare voce ad un personaggio in qualche modo realistico, anche se lontano da noi per alcune caratteristiche, ma simile nella potenzialità. Siamo tutti “potenzialmente” romantici, o aggressivi, o nostalgici… entrare in empatia con il personaggio da interpretare lo rende più spontaneo e sincero sul palco, ma al tempo stesso ci allena a compiere questa magia nella vita quotidiana. Se davvero riuscissimo a capire cosa muove le emozioni degli altri probabilmente avremmo più tatto e sensibilità, eviteremmo tante discussioni inutili e dunque l’empatia per me può davvero essere una chiave di svolta nelle relazioni interpersonali».
- Nel tuo teatro, lo sguardo verso l’altro è uno specchio che non giudica ma accoglie. Quanto è importante, per te, aiutare le persone a riscoprirsi e a ricucire con delicatezza l’immagine che hanno di sé, come se fosse un abito finalmente a misura del loro sentire?
«Siamo purtroppo molto soggetti alle critiche ed ai giudizi esterni, tanto poi da interiorizzare luoghi comuni e modi di pensare che portano ad auto-limitarci, ecco perché uno dei primi passi nei miei percorsi teatrali è proprio quello di smettere di giudicare ma anche di giudicarsi. E’ un lavoro molto complesso che spesso fa riemergere ferite profonde e antiche, tra ricordi dell’infanzia, delusioni e aspettative familiari… ecco perché mi avvicino alle persone con delicatezza e professionalità: sono una formatrice teatrale ma anche una insegnante di yoga e counselor olistica, solo questa integrazione mi permette di compiere insieme alle persone dei passi importanti per arrivare a sentirsi autentiche e libere di essere se stesse, tanto che uno dei miei motti che ha anche dato origine ad un format tv e ad una performance è “Express Yourself”».
- Il tuo teatro sembra accogliere, più che rappresentare. Come riesci a creare uno spazio in cui ognuno possa sentirsi visto, ascoltato e legittimato a esistere così com’è?
«Inserisco una sana provocazione intellettuale, come se chiedessi costantemente alle persone se sanno davvero chi sono e cosa vogliono. Inizialmente questo può spaventare e disorientare, ma ecco che per chi prende seriamente il percorso, nasce una parentesi nuova nella loro vita, uno spazio protetto dove tutti hanno la possibilità di esprimersi e in qualche modo anche re-inventarsi. Troppe volte siamo prigionieri di modelli non nostri, o di una parte di noi che era vera nel passato. Qui e ora siamo diversi, cambiamo costantemente, a seconda delle fasi della vita che stiamo attraversando. Integro tecniche creative e artistiche con metodi olistici e di ascolto interiore, aiuto le persone ad accogliere il cambiamento per prepararsi ad essere davvero protagonisti della loro vita».
Per ulteriori informazioni sui suoi progetti e attività, è possibile visitare il suo sito ufficiale: www.gaiachon.it e pagine sociale Facebook e Instagram

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N.B.: L’intervista si è svolta con uno scambio di mail e le risposte qua riportate sono quelle originali dell’intervistata.
