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Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza

di Tiziana Mazzaglia
di Tiziana Mazzaglia
La scienza è un modo di fare domande al mondo, ma troppe volte le porte del laboratorio si sono chiuse su un “non è per te”; eppure la storia è piena di donne che hanno forzato la serratura con pazienza e genio, spesso senza firma, spesso senza cattedra. Oggi i dati ricordano che la parità non è ancora arrivata: UNESCO, basandosi sui dati dell’UNESCO Institute for Statistics per 107 Paesi (anni 2015–2018), riporta che globalmente le donne rappresentano il 33,3% dei ricercatori, cioè “una su tre” (UNESCO, aggiornamento 2023). È una percentuale che pesa come una domanda: quante vocazioni sono state spente prima ancora di nascere, quante idee non sono entrate nella stanza dove si decide cosa vale? Gli studiosi di sociologia della scienza parlano di barriere visibili e invisibili: stereotipi che orientano le scelte scolastiche, mancanza di role model, carichi di cura che si accumulano proprio negli anni in cui si costruisce una carriera, ambienti competitivi che premiano la presenza continua come se la vita fosse un optional. E poi c’è il dettaglio più crudele: la “neutralità” apparente dei numeri e delle procedure, che spesso nasconde bias di selezione, di valutazione, di citazione, di accesso ai finanziamenti. Per questo la giornata non è un mazzo di fiori: è un promemoria operativo. Significa investire in orientamento serio, in tutoraggio, in politiche di conciliazione che non siano penalità mascherate, in trasparenza nei concorsi, in cultura del rispetto nei laboratori e nelle aule. Significa anche, per chi comunica scienza, cambiare la sceneggiatura: smettere di raccontare l’eccellenza come eccezione “nonostante” il genere, e cominciare a raccontarla come normalità possibile. La poesia, qui, è una matematica gentile: se una sola ragazza si sente autorizzata a dire “io ci sto”, se una sola insegnante o un solo docente sposta una frase, se un solo dirigente crea un contesto che non chiede alle donne di essere eroiche per essere semplicemente competenti, allora l’algoritmo sociale cambia traiettoria. E la scienza, finalmente, somiglia di più al mondo che vuole capire.
L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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