di Tiziana Mazzaglia
Maria Teresa, sei andata in Spagna
eppure non te ne sei mai andata davvero:
sei rimasta appesa alla mia vita
come una luce piccola che si accende
appena ti chiamo.
Tu, grande maga di cose quotidiane,
esperta di tutto senza farne scena:
mi rimetti in ordine i pensieri
come si raddrizza una pianta
quando la vedi stanca.
Per ogni dubbio io ti cerco
e tu arrivi—
con una frase che sa di sale e di casa,
con la risata pronta,
con il fazzoletto invisibile
per quando piango.
Con te rido fino a scordarmi il peso,
con te piango senza vergogna,
perché non mi chiedi di essere forte:
mi chiedi solo di essere vera.
Ti piace tutto ciò che vive:
animali che parlano senza parole,
piante che insegnano pazienza,
libri che aprono finestre,
cucine che profumano di “ti ho pensata”,
e mani che creano oggetti
come se l’arte fosse un modo gentile
di dire al mondo: resta.
E poi c’è lei, la tua nipotina:
Con il tuo stesso sorriso che rinasce,
la tua meraviglia che riparte da capo.
La ami con quella cura luminosa
che hai sempre avuto per tutti:
la con una magia più forte, di chi l’ha partorita dal cuore.
Sono felice perché
Non ci perdiamo mai,
perché siamo un filo che non si spezza:
si allunga soltanto,
come le strade che portano al mare.
E quando il mondo mi confonde,
io faccio la cosa più semplice:
ti chiamo.
E la magia ricomincia.
Tiziana Mazzaglia
L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.
