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Una notte da nasino all’insù

di Tiziana Mazzaglia
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di Tiziana Mazzaglia

La notte di San Lorenzo, celebrata il 10 agosto, è avvolta da un’aura di magia, desideri e malinconia. Secondo la tradizione cristiana, la data ricorda il martirio di San Lorenzo, arso vivo su una graticola nel 258 d.C. Le stelle cadenti che solcano il cielo in questi giorni, note come Perseidi, sono state poeticamente interpretate come “lacrime di San Lorenzo”, scintille celesti che si dice esaudiscano i desideri. Nella mitologia greca, lo sciame meteorico delle Perseidi è legato al mito di Perseo, figlio di Zeus, che salvò Andromeda. Per i Greci, le stelle erano segni divini, ponti tra cielo e terra. La notte di San Lorenzo ha ispirato anche la cultura contemporanea. Il film “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani (1982), ambientato nella Seconda guerra mondiale, intreccia memoria, resistenza e sogni, diventando una metafora della speranza e della libertà. Numerose canzoni evocano questa notte. Antonello Venditti, in “Notte prima degli esami”, ne fa un simbolo di giovinezza e speranze; altri artisti la citano per il suo romanticismo sospeso tra cielo e terra. È una notte in cui ci si sdraia sotto le stelle con il cuore aperto, legando l’invisibile al desiderio, la scienza al sogno. In fondo, come diceva Pascoli, «San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade».

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