di Tiziana Mazzaglia
Si parla molto delle Olimpiadi di Milano-Cortina e l’attenzione sembra concentrarsi soprattutto sullo spettacolo, sulle cerimonie scenografiche, sulle campagne pubblicitarie e sugli sponsor globali che trasformeranno l’evento in una vetrina internazionale, ma mentre i riflettori si accendono su questa dimensione mediatica rischia di rimanere in ombra ciò che rappresenta il cuore autentico dello sport, fatto di allenamento quotidiano, disciplina silenziosa, capacità di affrontare i propri limiti e di cooperare con gli altri. Lo sport, prima ancora di essere competizione, è un percorso di crescita personale e collettiva, come ricordava Pierre de Coubertin quando definiva l’olimpismo una filosofia di vita capace di unire in equilibrio corpo, volontà e spirito, e questo messaggio oggi appare più necessario che mai, soprattutto per i giovani che rischiano di identificare il valore sportivo solo con il successo visibile e immediato. Molte testimonianze degli atleti raccontano invece un’altra verità: Jessie Diggins ha spiegato come il suo cammino sia passato anche attraverso fragilità e difficoltà psicologiche, ricordando che non essere perfetti è parte dell’essere umani e che chiedere aiuto è un atto di forza, mentre River Radamus ha affermato che il vero successo non è la medaglia ma il processo di crescita costruito giorno dopo giorno, e ancora Eileen Gu ha sottolineato che metà dello sport è concentrazione mentale, a dimostrazione di quanto la dimensione interiore sia decisiva quanto quella fisica. Anche le voci istituzionali hanno richiamato questi valori: il Presidente della Repubblica ha definito lo sport espressione di libertà, libertà di mettersi alla prova e di confrontarsi nel rispetto di regole condivise, e Papa Francesco ha ricordato come l’esperienza sportiva insegni ad accettare i limiti, a coltivare perseveranza e lealtà. Le Olimpiadi dovrebbero allora essere soprattutto il racconto di questo patrimonio umano: delle mattine di allenamento quando nessuno guarda, delle sconfitte che insegnano più delle vittorie, delle palestre di periferia dove lo sport diventa inclusione, degli atleti paralimpici che trasformano l’ostacolo in possibilità, delle squadre in cui si impara che nessuno vince davvero da solo. Milano e Cortina si preparano a vivere una festa straordinaria e questo è un dono per il Paese, ma sarebbe importante che accanto allo show trovassero spazio le storie autentiche, perché il messaggio più potente delle Olimpiadi non è vincere a tutti i costi, ma imparare ad affrontare le difficoltà con costanza e attenzione, puntare a obiettivi con concentrazione e forza, cooperare con gli altri e scoprire che il valore dello sport continua anche quando si spengono le luci dello stadio.
L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.
