di Tiziana Mazzaglia
Con l’avvicinarsi del Natale, la domanda che molti italiani si pongono è: “Ci saranno i soldi per i doni?” I dati economici raccontano una situazione complessa. L’ISTAT segnala che ad agosto 2025 l’inflazione annuale in Italia si è attestata all’1,6%, ma il “carrello della spesa”, che comprende alimentari e beni di uso quotidiano, ha segnato un incremento del 3,4% su base annua. Le associazioni dei consumatori stimano che nel 2025 le famiglie italiane subiranno un aggravio di spesa pari a +500‑600 euro annui per nucleo medio, solo per effetto dell’inflazione. In questo quadro, fare la spesa natalizia, addobbi e regali compresi, rischia di diventare un piccolo esercizio di contabilità, anziché una celebrazione serena. Secondo uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), una famiglia con due figli ha anticipato un aumento dei costi pari a circa +578 euro annui. Sono cifre che spiegano perché molte famiglie rinunciano a gran parte dei regali o optano per soluzioni più economiche, fai‑da‑te o esperienziali. Il calo della capacità di risparmio è evidente: secondo forum economici, soltanto il 41 % delle famiglie è riuscita a mettere da parte qualche risparmio nel 2025, il livello più basso dal 2018. Le prospettive per il Natale indicano quindi una corsa a cautela, budget più stretti e priorità ridefinite. Eppure, fare i regali non si riduce solo a una spesa: è un gesto simbolico. In letteratura lo descrive lo scrittore francese Marcel Proust in “Alla ricerca del tempo perduto”: «Il vero dono non è nel valore materiale, ma nella capacità di riconoscere nell’altro un frammento del sé». Anche il cinema invita a riflettere: nel film “Miracolo nella 34ª strada” (1947) la magia del Natale non dipende dai regali costosi, ma dal risveglio della speranza e dalla condivisione. E allora, in un anno segnato da rincari e incertezze, la creatività diventa risorsa: scegliere regali simbolici, esperienze, tempo condiviso o semplicemente un gesto autentico può valere più di un oggetto di marca. In conclusione, il Natale 2025 sarà probabilmente segnato da scelte più consapevoli e budget più contenuti, ma non per questo meno ricco di significato. Le statistiche ci dicono che la spesa sarà sotto pressione, certo, ma come suggerisce la letteratura, ciò che conta non è sempre ciò che si compra, ma come lo si fa. Nel film It’s a “Wonderful Life” (1946), George Bailey scopre che la vera ricchezza è nei legami e non nei beni: un insegnamento che oggi acquista nuovo valore. Se dunque la tasca è più leggera, l’anima può restare comunque colma di dono.
