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di Tiziana Mazzaglia
Le trombe d’aria, conosciute anche come tornado, sono vortici d’aria violenti che si estendono dalla base di un cumulonembo fino al suolo. Caratterizzate da venti estremamente forti e una pressione molto bassa al centro, queste formazioni possono causare danni significativi in breve tempo. Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato un aumento significativo di questi eventi. Secondo il progetto “Archivio Tornado in Italia”, nel 2024 sono stati documentati 78 tornado, il numero più alto mai registrato in un singolo anno dal 2014. Le regioni più colpite includono la Puglia (14 eventi), l’Emilia-Romagna (11) e il Veneto (10). A livello europeo, si stima che si verifichino tra 300 e 400 tornado ogni anno. Nel 2021, ad esempio, sono stati registrati 356 tornado e 581 trombe marine. Questi eventi hanno causato 14 morti e 273 feriti. L’aumento delle trombe d’aria è attribuito in parte ai cambiamenti climatici, che intensificano i fenomeni meteorologici estremi. Le trombe d’aria possono causare danni ingenti a infrastrutture, abitazioni e coltivazioni, oltre a rappresentare un serio rischio per la vita umana. Per affrontare questo fenomeno crescente, è fondamentale: Implementare sistemi di allerta precoce e monitoraggio meteorologico avanzato; Pianificare l’urbanizzazione tenendo conto dei rischi associati a eventi estremi; Promuovere la consapevolezza pubblica e l’educazione sui comportamenti da adottare in caso di emergenza. Le trombe d’aria rappresentano una sfida crescente per l’Italia e l’Europa. Affrontare efficacemente questo fenomeno richiede un approccio integrato che combini ricerca scientifica, pianificazione urbana e sensibilizzazione della popolazione.
