di Tiziana Mazzaglia
L’utilizzo per pc e non meno delle mail e delle chat ha fatto perdere di moda la scrittura a mano libera con carta e penna. Una volta si usava addirittura la penna stilografica per scrivere lettere eleganti. Adesso si comprano biglietti già scritti o si fa prima a cercare una bella immagine su internet con magari allegata una frase simpatica, accattivante o elegante e neanche si stimola la propria creatività. Ma cosa è successo? La scrittura a penna è stata trascurata negli ultimi anni per una serie di motivi legati alla tecnologia, alla velocità e ai cambiamenti nei sistemi educativi. Ecco alcune delle principali ragioni:
- Dominio del digitale:
Oggi scriviamo più spesso su tastiere, tablet, smartphone. È veloce, comodo, modificabile. Ma questa praticità ha portato a trascurare la manualità della scrittura a penna, soprattutto tra i più giovani.
- Meno tempo, più fretta:
Viviamo in un’epoca in cui tutto corre. La scrittura a mano, che richiede lentezza e attenzione, non si adatta ai ritmi frenetici moderni.
- Cambiamenti nei metodi scolastici:
In molte scuole si dedica meno tempo alla calligrafia e più alle competenze digitali. Questo porta a una perdita di esercizio e di valore percepito nella scrittura a mano.
- Percezione di “vecchio”:
Spesso scrivere a penna viene visto come qualcosa di superato o “meno produttivo”. Ma in realtà è un atto creativo, intimo, che rafforza la memoria e la concentrazione.
La scrittura a mano ha un valore emotivo, personale, quasi terapeutico. Ma senza qualcuno che lo trasmetta, si perde.
Eppure, scrivere a mano attiva aree del cervello legate all’apprendimento, all’espressione personale e alla memoria a lungo termine. Per questo può aiutare anche nel percorso di crescita interiore. Ancora di più lo scrivere con carta e penna è un gesto intimo, profondo, che ti rimette in contatto con te stessa. Chi si vuole cimentare nel recupero di questa pratica può provare a svolgere un semplice esercizio quotidiano: ad esempio al mattino appena sveglia, oppure la sera prima di dormire approfittare di pochi minuti con carta e penna, magari un quaderno, per lascia andare le tensioni e chiedersi “Cosa sento davvero, ora?” e scrivere liberamente, senza pensare alla forma, alla grammatica, alla grafia: proprio come se nessuno mai dovesse leggere quelle parole tranne te stesso. Un esercizio che è non solo di scrittura, ma anche di contatto con quel sé che spesso soffoca tra tanti doveri e routine frenetiche di impegni di lavoro e familiari.
