di Tiziana Mazzaglia
C’è stato un tempo in cui l’amore estivo aveva il sapore dell’attesa: una cartolina, una telefonata rubata, una promessa forse ingenua ma sincera. Oggi sembra spesso ridotto a consumo rapido: ci si sceglie, ci si usa e ci si lascia scorrere via. Non è il desiderio il problema, ma la trasformazione dell’altro in un bene di consumo. Il sociologo Zygmunt Bauman, nel saggio ‘Amore liquido’, scrive che «la promessa di imparare l’arte di amare è la promessa di raggiungere l’esperienza amorosa come qualsiasi altra merce», descrivendo una società in cui i legami diventano fragili e facilmente sostituibili. La psicologia contemporanea conferma che le relazioni occasionali possono essere vissute con serenità da alcuni, ma per altri generano rimpianto, senso di rifiuto e diminuzione dell’autostima. Robert Sternberg, con la sua teoria triangolare dell’amore, spiega che un legame maturo nasce dall’equilibrio tra intimità, passione e impegno: quando resta soltanto la passione, il rapporto rischia di consumarsi rapidamente. La psicoterapeuta Esther Perel ricorda che il desiderio ha bisogno di libertà, ma una relazione sana richiede anche responsabilità e rispetto reciproco. Il cinema ha raccontato magistralmente questi temi. In ‘Before Sunrise’ si afferma che la vera magia nasce dal tentativo di conoscersi davvero; in ‘Se mi lasci ti cancello’ emerge l’impossibilità di cancellare ciò che una relazione autentica lascia dentro di noi; in ‘Her’ la tecnologia diventa metafora di una vicinanza solo apparente che spesso nasconde una profonda solitudine. Gli studiosi descrivono inoltre il fenomeno del ghosting come una forma di interruzione improvvisa della comunicazione che può provocare sofferenza psicologica perché priva la persona di una chiusura emotiva. Gli amori estivi non sono il nemico. Possono essere intensi, sinceri e persino cambiare una vita. Diventano un problema quando insegnano ad accettare rapporti senza reciprocità, quando ci si convince che bastino attenzioni intermittenti pur di non restare soli. La dignità non consiste nel rinunciare all’amore, ma nel ricordare che il proprio valore non dipende dall’essere scelti da qualcuno. Significa poter vivere anche una storia breve con sincerità, rispetto e responsabilità, senza trasformare né sé stessi né l’altro in un semplice consumo di stagione. Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry ne ‘Il piccolo principe’: «È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante». Forse è proprio il tempo dedicato all’altro, e non la velocità con cui lo si sostituisce, a misurare il valore di un amore.
L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.
