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L’aria che respiriamo ci fa ammalare? Quello che non vediamo può lasciare il segno

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

La respiriamo migliaia di volte al giorno senza pensarci. Entra nei polmoni mentre camminiamo, mentre aspettiamo l’autobus, mentre accompagniamo un bambino a scuola, mentre apriamo una finestra al mattino. Dell’aria ci accorgiamo soprattutto quando manca. Molto meno quando c’è, ma non è pulita. Eppure proprio ciò che non vediamo potrebbe rappresentare uno dei rischi ambientali più importanti per la nostra salute. Il 7 settembre, Giornata internazionale dell’aria pulita per cieli blu, diventa allora qualcosa di più di una ricorrenza dedicata all’ambiente: è un’occasione per domandarci che cosa entra davvero nel nostro organismo a ogni respiro. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 99% della popolazione mondiale vive respirando aria con livelli di inquinamento superiori ai limiti indicati dalle linee guida dell’OMS. Gli effetti combinati dell’inquinamento atmosferico esterno e di quello domestico sono associati a circa 7 milioni di morti premature ogni anno. Numeri enormi, dietro i quali rischiamo però di non vedere le persone. Perché l’inquinamento non è soltanto la cappa grigia sopra una grande città e non riguarda esclusivamente chi soffre d’asma. Le polveri sottili possono penetrare profondamente nei polmoni e l’esposizione all’aria inquinata è collegata a ictus, malattie cardiovascolari, tumore del polmone e patologie respiratorie acute e croniche. Respirare, dunque, non è un gesto neutro rispetto al luogo in cui viviamo. Tra le principali fonti dell’inquinamento esterno l’OMS indica trasporti, produzione di energia, industria, riscaldamento domestico, agricoltura e combustione dei rifiuti. E qui la questione ambientale incontra inevitabilmente quella sanitaria: molte delle attività che producono sostanze inquinanti sono anche responsabili delle emissioni che contribuiscono al cambiamento climatico. Ridurle significa quindi intervenire contemporaneamente sul clima e sulla salute. Forse dovremmo cominciare proprio da qui: smettere di pensare all’aria pulita come a qualcosa di astratto, a un cielo più azzurro da fotografare, e considerarla invece per quello che è. Una componente essenziale della prevenzione. Perché possiamo scegliere ciò che mangiamo, possiamo decidere se fumare oppure no, possiamo provare a muoverci di più. Ma non possiamo decidere di non respirare.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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