Salta al contenuto
Home » Vittime della strada

Vittime della strada

Giornata mondiale

di Tiziana Mazzaglia
8e74ee09-7ee7-4541-bd24-f77af3ee2fbd

di Tiziana Mazzaglia

«Ed è così … che abbiam avuto di quel fattaccio… di quei ragazzi morti ammazzati …»: il grido testimonianza di Signor tenente, cantata da Giorgio Faletti nel 1994 in ricordo di vite spezzate sulle strade divenute le vie della morte, echeggia ancora oggi con la stessa drammaticità sulle strade, in particolare italiane dove, tra gennaio e giugno 2025, si sono contati 82.344 incidenti con lesioni a persone, 111.090 feriti e 1.310 decessi, vale a dire una vittima ogni tre ore e mezza.  Un calo del 6,8% è stato registrato rispetto allo stesso periodo del 2024, ma il numero resta altissimo. Secondo gli studi di criminologi come Luigi Ferrajoli, la violenza stradale rappresenta oggi una “guerra silenziosa” contro la cittadinanza, poiché troppo spesso la società abdica alla semplice sanzione e non affronta la vera cultura della prevenzione. La statistica fornisce però pure uno specchio inquietante della nostra quotidianità: nel 2024 gli incidenti con lesioni sono stati 173.364 (+4,1% rispetto al 2023), i feriti 233.853 (+4,1%), i morti 3.030 (‑0,3%), un dato che sembra stabilizzato ma che, rispetto al 2019, si traduce solo in un ‑4,5%. Il criminologo psicologo Michele Salvatore Raffaele Corigliano ricorda che «l’attentato quotidiano sulle strade è frutto dell’azione combinata di distrazione, velocità e scarsa empatia»: tre componenti che compongono una fattispecie criminale moderna, dove il colpevole non sempre è l’altro, ma siamo tutti noi. Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore dal dicembre 2024, introduce misure più severe per l’uso del cellulare alla guida, la guida sotto effetto di droghe o alcol, e incrementa i controlli di velocità, ma l’architetto della sicurezza urbana Vittorio Gregotti mette in guardia: «Le infrastrutture senza un cambiamento culturale restano teatro di tragedie già scritte». L’analisi degli esperti evidenzia che sulle autostrade italiane le vittime sono tornate ad aumentare (+7,1% nel 2024 rispetto al 2023) e che la fatalità si concentra sempre più su strade extraurbane dove l’impatto è grave. Occorre allora che il Paese si risvegli: non solo attraverso leggi più dure ma con scuole che insegnano ai giovani la responsabilità della vita al volante, città che smettono di considerare l’automobile come sinonimo di libertà e aziende che reputano un incidente stradale una perdita sociale e non solo economica. Come afferma lo storico sociale Antonio Gramsci «anche la scelta di attraversare una strada è un atto politico»: oggi dobbiamo rendere la sicurezza stradale un patto civico, perché ogni vita persa diventa un vulnus morale, ogni ferito una comunità che sanguina.

 

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

Ti potrebbe interessare anche