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Stiamo svuotando il mare per riempire i nostri piatti?

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Il tonno arriva sulle nostre tavole con una normalità quasi disarmante: in scatola, nei ristoranti, nei supermercati, nei menu veloci e persino nelle diete salutiste, ma dietro questa apparente innocenza si nasconde una domanda scomoda che la Giornata Mondiale del Tonno impone con urgenza: quanto costa davvero, al mare e al futuro, questa nostra abitudine alimentare? Il tonno è una delle specie ittiche più commercializzate al mondo e rappresenta una risorsa economica enorme per molti Paesi, ma proprio per questo è stato anche oggetto di pesca intensiva, sfruttamento e pressione ecologica crescente. Secondo la FAO, una quota significativa degli stock ittici globali è sfruttata al limite o oltre il limite biologicamente sostenibile, e alcune specie di tonno hanno subito in passato drastici cali di popolazione a causa della domanda internazionale e delle pratiche industriali. Parlare di tonno, dunque, non significa parlare soltanto di cibo: significa parlare di equilibrio degli ecosistemi, di sostenibilità, di biodiversità, di responsabilità del consumatore. “La Terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma non l’avidità di tutti”, diceva Gandhi, e mai come in questo caso la frase sembra descrivere la nostra relazione predatoria con il mare. Nella letteratura, il mare è spesso stato luogo di mistero, di rispetto e di limite: basti pensare a Moby Dick di Herman Melville, dove la caccia diventa ossessione e l’uomo, nel tentativo di dominare la natura, finisce per scontrarsi con la propria hybris. Oggi non inseguiamo una balena bianca, ma continuiamo a comportarci come se l’oceano fosse inesauribile, come se ogni specie potesse rigenerarsi all’infinito, come se il consumo non avesse conseguenze. La Giornata Mondiale del Tonno non è un omaggio gastronomico, ma un monito ecologico: se non impariamo a scegliere filiere sostenibili, pesca certificata e modelli di consumo più consapevoli, rischiamo di trasformare il mare in una dispensa svuotata e il nostro appetito in una forma silenziosa di distruzione.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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