La crisi degli Atenei è un dato di fatto! e il Miur deve prenderne atto!

La crisi degli Atenei è un dato di fatto! e il Miur deve prenderne atto!

di Tiziana Mazzaglia @TMazzaglia

 

Il professor Mario Panizza, rettore dell’Università Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio), ha comunicato al Miur il proprio parere sull’indagine Eurostudent.

 

Il professor Mario Panizza, rettore dell’Università Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio).

Il professor Mario Panizza, rettore dell’Università Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio).

L’Italia, seppur abbia generato i più illustri nomi di scrittori, artisti, musicisti e scienziati, in questi ultimi anni sta trascurando la cultura, pagandone le conseguenze anche per il futuro. Proprio quanto deve essere simile alle fondamenta di una costrizione architettonica subisce gravi tagli economici da chi ne sottovaluta l’importanza causando un’inagibilità e instabilità che produce solo crolli e distruzioni. Una situazione che non si basa solo su teoria e ipotesi, ma su dati certi: questa mattina, infatti, il professor Mario Panizza, rettore dell’Università Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio), ha presentato al Miur il proprio parere sull’indagine Eurostudent.

«L’indagine Eurostudent presentata stamattina al Miur non fa che confermare che in Italia non s’investe nella cultura e nella ricerca ed è perciò importante aumentare le risorse disponibili per il Diritto allo studio universitario per incrementare le possibilità degli studenti di fruire di aiuti economici, in particolare per i fuorisede che la crisi ha indotto a rimanere in famiglia costringendoli a fare i pendolari (uno su due). La ricerca mostra anche un altro dato preoccupante: un netto calo del lavoro studentesco: – 30% in tre anni e -40% al Nord-est, conferma indiretta della grave crisi occupazionale che attraversa l’Italia ormai da anni. Il mondo universitario ha bisogno di nuova linfa, anche perché l’Italia si conferma al terzo posto in Europa per tasse universitarie più alte, come emerge dal rapporto National Student Fee and Support Systems in European Higer Education 2015-2016 di Eurydice. Anche l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) determina un notevole numero di studenti senza borse di studio o soggetti ad aumenti delle tasse universitarie. In attesa di poter contare in futuro su più congrui fondi, noi abbiamo fatto le nostre scelte per venire incontro alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie: abbiamo distribuito gli studenti in un maggior numero di fasce reddituali, manovra che ci ha consentito di ottenere un maggior gettito per la creazione di un Fondo di garanzia per i servizi agli studenti che in questo anno accademico ci permette di spendere 605 mila euro per avviare nuovi progetti, ridurre tasse e contributi, aumentare le borse Erasmus +, premiare le matricole più meritevoli. Il tutto in applicazione del principio della progressività delle tasse e con il proposito d’introdurre elementi di premialità. Ma gli atenei, da soli, non possono affrontare tutto il costo della crisi».

 

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