Alberto Moravia: un animo da viaggiatore

Alberto Moravia: un animo da viaggiatore

di Tiziana Mazzaglia  @TMazzaglia

 

Dacia Maraini parla di Alberto Moravia della sua necessità di viaggiare alla scoperta del diverso e dell’altro.

Alberto Moravia. Fonte foto google.

Alberto Moravia. Fonte foto google.

“Leggere è viaggiare senza bisogno di valigia” diceva Emilio Salgari, ma c’è anche chi sente l’esigenza di viaggiare, come Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle (1907-1990) scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo italiano e reporter di viaggio. Lo racconta Dacia Maraini intervistata al Festival della Letteratura di viaggio. Insieme, nel 1964 avevano intrapreso lunghi viaggi soffermandosi in piccoli paesi alla scoperta d’ itinerari non turistici, alla ricerca di originalità nascosta e riservata a pochi. Un animo, quello di Moravia, simile ad un reporter degli anni trenta, con spirito di adattamento, alla ricerca di realtà e anche di qualcosa di esotico. Amava il diverso e l’incontro con altri intellettuali. Fin da piccolo soffriva di una sete di ricerca che sfociava sotto forma di noia: « Soprattutto quando ero bambino, la noia assumeva forme del tutto oscure a me stesso e agli altri, che io ero incapace di spiegare e che gli altri, nel caso di mia madre, attribuivano a disturbi della salute o altre simili cause. » (in La noia, 1960).

L’intervista a Dacia Maraini sarà proiettata domenica 28 settembre in occasione dell’incontro Moraviana, Palazzetto Mattei, Giardini ore 17,30 Roma.

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