“Ambiente, giustizia e pace” di Amedeo Postiglione. Intervista all’autore

“Ambiente, giustizia e pace” di Amedeo Postiglione. Intervista all’autore

di Tiziana Mazzaglia @TMazzaglia

 

“Ambiente, giustizia e pace. Una polizia internazionale, una Corte Internazionale per l’ambiente” del Prof. Avv. Giudice Amedeo Postiglione, Pres. On. della Corte di Cassazione e Direttore dell’ICEF (International Court of the Environment Foundation). Si tratta del volume n. 9 della collana “Diritto e Ambiente” diretta presso l’Editore Aracne da Giovanni Cordini.

Prof.ri Postiglione e Campiglio,  Università degli Studi di Pavia, 26 marzo 2015.

Prof.ri Amedeo Postiglione e Cristina Campiglio, Università degli Studi di Pavia, 26 marzo 2015.

Presso l’Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Aula Grande del Dipartimento, il 26 marzo 2015 alle ore 16, dopo la lection magistralis dell’avv. Giampaolo Schiesaro su “la criminalità ambientale”, si è tenuta la presentazione del libro “Ambiente, giustizia e pace. Una polizia internazionale, una Corte Internazionale per l’ambiente” di Amedeo Postiglione,  n.9 di una collana “Diritto e Ambiente” edita da Aracne e diretta dal Prof. Giovanni Cordini dell’Università degli Studi di Pavia, che ha introdotto i discorsi con la partecipazione dell’autore e gli interventi dell’Avv. Prof. Cristina Campiglio, dell’Avv. Prof. Bruno Nascimbene e dell’Avv. Giampaolo Schiesaro. Cristina Campiglio, professore ordinario di Organizzazione internazionale, presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Pavia, ha aperto la presentazione del libro illustrando il volume come un lavoro, di 600 pagine, che si prefigge di rileggere umanizzandolo il modello di ordine mondiale, che era scaturito alla fine della seconda guerra mondiale. Modello orientato su norme ispirate alla solidarietà internazionale, nell’interesse della comunità internazionale nel suo complesso, per garantire un mondo giusto improntato alla tutela di tre valori: pace sviluppo e ambiente. Un modello delle Nazioni Unite del 1945 e prospetta un mondo futuro basato su quattro fondamentali libertà, discorso detto appunto delle quattro libertà”: libertà di espressione, libertà di credo, libertà dal bisogno, libertà dalla paura e qui l’idea della pace come bisogno individuale di ciascuno e non della collettività. La pace, il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, la giustizia e il diritto allo sviluppo, questi valori erano già nel 1945 alla base del futuro ordine mondiale. Tutto lo scopo delle Nazioni Unite è la pace, che deve essere raggiunta dagli stati che devono astenersi dall’uso della forza cooperando tra i popoli e cooperando allo sviluppo. L’8 agosto 1945 era stato stipulato un accorto che crea un tribunale, per processare i principali criminali nazisti, che si sono macchiati di crimini internazionali: crimini contro la pace, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Non bisogna sottovalutare che, il 6 agosto era stata lanciata la bomba atomica, segno di negazione del diritto, immediatamente negato e dimostra la potenza devastatrice delle armi e dimostra che il disegno di pace è indispensabile. Questo libro ha il fine di evidenziare le diverse dimensioni dei diritti: quelli di prima generazione, cioè i diritti civili e politici, alla vita, alla libertà di espressione, alla religione; i diritti di seconda generazione: economici, sociali e culturali, diritto all’istruzione, alla salute, al lavoro; i diritti di terza generazione, quindi, pace, ambiente e sviluppo. Questi ultimi sono un patrimonio comune dell’umanità e sono funzionali al godimento dei diritti di prima e di seconda generazione. Ancora, questo volume sottolinea la dimensione individuale di questi diritti citando, come documento, la Dichiarazione sul diritto alla pace delle Nazioni Unite che è ancora in fase di progetto, del 2012, in traduzione italiana, in cui si dice che ciascun individuo ha diritto alla pace e si parla di educazione alla pace. Si parla, poi, di ambiente e di rifugiati spiegando ogni loro tipologia e che non rientrano nella definizione internazionale e si sta lavorando, anche su questo. L’autore parla, ancora, di diritti transgenerazionali, cioè parla di obbligo di trasmettere questi diritti alle generazioni future e gli stati che violano questi diritti stanno violando i diritti dell’umanità mettendo in atto crimini contro l’umanità. L’autore offre anche spunti risolutivi, come ad esempio la costituzione di una Corte Internazionale dell’ambiente.

Prof.ri Giovanni Cordini, Bruno Nascimbene, Giampaolo Schiesaro, Università degli Studi di Pavia, 26 marzo 2015.

Prof.ri Giovanni Cordini, Bruno Nascimbene, Giampaolo Schiesaro, Università degli Studi di Pavia, 26 marzo 2015.

Bruno Nascimbene, professore ordinario di Diritto dell’Unione europea presso l’Università Statale di Milano, che ha espresso alcune sue riflessioni in merito al libro presentato: i valori della pace, giustizia e ambiente sono, in questo volume, una ricerca di un’analisi tra valori diversi anche nello snodo dei capitoli del testo e seguono un ragionamento, che segue ad una conclusione unica. Sono anche collocate in un contesto nazionale ed europeo. Notevoli sono le schede elaborate sui grandi paesi del mondo, descrittive e utili per dedurre informazioni, rispondono non solo al diritto, ma anche alla cultura. Questi sono un utile materiale informativo a chi vuole informarsi, come studiosi, dottorandi. L’avvocato Giampaolo Schiesaro, dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Venezia, ha evidenziato un suo parere personale riguardo il paragrafo, in cui si parla di energia definita dal papa come bene comune universale, perché secondo Schiesaro l’energia è lo scenario di guerra internazionale per l’accaparramento delle fonti. Giovanni Cordini, professore di diritto pubblico comparato e di diritto dell’ambiente, direttore del dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, direttore della Scuola di Dottorato in Scienze Sociali, presso l’Università degli Studi di Pavia, ha illustrato la prefazione a cura del Cardinale Peter Turkson, leggendo una frase significativa: “Questo testo si associa alle riflessioni sulla pertinenza e sulla necessità di un’autorità globale, economico-ambientale che sia ispirata alla responsabilità, alla sussidiarietà, alla solidarietà, al rispetto dei diritti e doveri che scaturiscono dalla dignità umana”. Secondo il Prof. Cordini dobbiamo avvalerci di questi suggerimenti e di queste autorità morali.

Intervista al Prof. Avv. Giudice Amedeo Postiglione, Pres. On. della Corte di Cassazione

Amedeo Postiglione nato a Salerno nel 1934 è Avvocato, Giudice, Docente di diritto ambientale presso l’Università La Sapienza di Roma e l’Università di Urbino. Nominato uditore giudiziario con d. m. 14.08.1963; Pretore in Roma e in Palombara Sabina fino al 14.05.1969. Applicato alla Corte di Cassazione presso l’Ufficio del Massimario. Membro della direzione del CED. Coordinatore nazionale del Gruppo di Lavoro Ecologia e Territorio. Segretario generale del progetto europeo ENLEX (Environment LEX). Nominato magistrato di Cassazione il 31.05.1988. Destinato alla III Sezione penale nella nuova qualifica dal 1/06/1988. Nominato Direttore della Segreteria Scientifica per la promozione del Tribunale Internazionale dell’Ambiente presso l’ONU con decreto 24.09.1991 dal Primo Presidente Antonio Brancaccio. Destinato alle Sezioni Unite penali con decreto del 15.11.1999 e poi con singoli provvedimenti presidenziali su questioni di speciale rilevanza. In pensione dal 2009 con la qualifica di Presidente Onorario Aggiunto della Corte Suprema di Cassazione. Per leggere il curriculum completo e dettagliato cliccare qui:

http://www.icef-court.org/site/phocadownload/Personale_Postiglione/Curriculum%20vitae%20Amedeo%20Postiglione.pdf

Curriculum vitae Amedeo Postiglione

unnamed (5)Nel Suo libro, presentato oggi, in questa sede, Lei parla di pace. In che modo può essere significativo, in relazione all’anno della Misericordia, recentemente proclamato da papa Francesco e a cui stiamo andando incontro?

«Il Santo padre Francesco ha dichiarato solennemente che la pace è un diritto fondamentale dell’uomo ed è anche un dovere umano. La pace si costruisce con il dialogo, con la comprensione e mai con la ritorsione, la violenza e la vendetta. La pace, insieme allo sviluppo e all’ambiente, è un diritto umano di solidarietà, perché pace, sviluppo e ambiente richiedono un impegno collettivo di tutte le persone e di tutti i popoli. Mentre, i diritti tradizionali di prima e seconda generazione erano prevalentemente di ambito individuale e personale, il diritto alla pace, il diritto all’ambiente e il diritto allo sviluppo hanno bisogno di un contesto comune di supporto che è necessario, anche, per soddisfare meglio i primi diritti umani. Pace, sviluppo e ambiente sono di arricchimento ai diritti umani già esistenti.»

Altri temi da Lei trattati in questo volume, oltre la pace, sono l’ambiente e lo sviluppo, argomenti centrali dell’Expo 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. Cosa ne pensa al riguardo, il nostro pianeta è in grado di nutrirci?

«Il problema è che la terra procura il cibo ed è la base delle persone e dei popoli. La terra è in grado di assicurare cibo per tutti gli uomini del pianeta, ma esistono difficoltà nella produzione del cibo, nella distribuzione del cibo, che vanno eliminate. Expo 2015 è una grande opportunità non solo nazionale, ma internazionale, per evidenziare che esiste un diritto umano al cibo, che può essere assicurato solo tutelando le risorse.»

Lei parla anche di “rifugiati”, chi sono?

«La mia opinione sui rifugiati è che in un mondo globalizzato circola non solo il denaro, ma anche la componente personale umana. Milioni di persone cercano, per ragioni economiche, dei luoghi in cui si possa vivere meglio, perché offrono maggiori opportunità. Di qui, lo spostamento d’interi popoli, soprattutto dall’Africa, cioè un vero e proprio esodo di proporzioni impressionanti e destinato ad aumentare. Ai rifugiati economici si devono aggiungere i rifugiati ambientali, soprattutto a causa del mutamento climatico ed i rifugiati per ragioni politiche e per sfuggire a conflitti armati. Fermo rimanendo che i rifugiati sono esseri umani da proteggere, occorre una politica coordinata per assicurarne ai luoghi di origine un vero sviluppo umano».

Ancora, nel Suo testo parla di “dimensione transazionale dei diritti”, può dirmi qualcosa a riguardo?

«I diritti umani, proprio perché si riferiscono all’essere umano, sono per definizione diritti universali. Questo è un punto importante sancito dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1948. L’Universalità dei diritti umani incontra, tuttavia, difficoltà in alcune culture, come quella Islamica. Il mondo Islamico sta facendo dei progressi in tema di diritti umani, ma vi sono tuttora ostacoli importanti per un effettivo adeguamento agli standard internazionali. L’aspetto che più preoccupa oggi è quello della violenza che viene esercitata da alcuni movimenti fondamentalisti come Isis e Boko Haram. Questi movimenti devono essere fermati con decisione a nome della comunità internazionale, in modo da evitare crimini contro i Beni Culturali e crimini contro donne e bambini indifesi e perfino contro i cristiani.»

Per informazioni:

www.icefcourtpress.org

Email: icef@icef-court.org

Back to Top