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Volta di Pavia: i verbali dimenticati, gli studenti minorenni e una verità più complessa degli slogan

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Da mesi all’Istituto Alessandro Volta di Pavia si discute di una questione che riguarda centinaia di migliaia di euro destinati alla retribuzione delle attività aggiuntive svolte dal personale scolastico. Una vicenda che ha generato tensioni, proteste, accuse e divisioni interne ma che rischia soprattutto di essere raccontata in modo incompleto. Negli ultimi mesi l’attenzione si è concentrata sulla mancata firma della contrattazione integrativa da parte di alcune organizzazioni sindacali, alimentando una narrazione semplice e immediata secondo cui il mancato pagamento dei compensi sarebbe riconducibile principalmente a tale circostanza. Tuttavia, la lettura dei documenti ufficiali restituisce un quadro molto più complesso. I verbali del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ambito Territoriale Scolastico n. 5 della Provincia di Pavia, pubblicati nella sezione Amministrazione Trasparente dell’Istituto Volta, descrivono infatti una situazione caratterizzata da rilievi, osservazioni, richieste di integrazione documentale, questioni contabili e dubbi sulla conformità di alcune scelte contrattuali. Nel Verbale n. 2025/007 del 6 dicembre 2025 i Revisori esprimono formalmente parere contrario alla compatibilità della contrattazione integrativa dell’istituto per l’anno scolastico 2024/2025. Nelle conclusioni viene specificato che le risorse risultano correttamente individuate e che la copertura finanziaria esiste, ma che il contratto integrativo non è stato predisposto in conformità alle vigenti disposizioni normative e contrattuali. Pochi mesi dopo, con il Verbale n. 2 del 5 marzo 2026, arriva un nuovo parere contrario nonostante si sia giunti alla sesta rielaborazione dell’ipotesi contrattuale. I revisori richiamano questioni relative alla quantificazione delle risorse, alla gestione delle economie pregresse, alla disponibilità effettiva dei fondi, alla documentazione necessaria per le verifiche e ad alcuni aspetti concernenti i compensi destinati ai collaboratori del dirigente scolastico. Particolarmente significativa appare la ricostruzione relativa alle somme assegnate per l’avviamento della pratica sportiva. I verbali evidenziano come negli anni siano state attribuite all’istituto quote riferite anche alle classi dei corsi serali, nonostante nei corsi serali non venga svolta attività di educazione fisica, circostanza che ha richiesto una complessa attività di ricognizione e riallineamento contabile. I revisori utilizzano inoltre l’espressione ‘contrattazione ex post’, evidenziando come una parte della negoziazione sia intervenuta successivamente allo svolgimento delle attività oggetto di remunerazione. Tutti elementi che rendono difficile ridurre l’intera vicenda alla semplice presenza o assenza di una firma. In questo contesto si inseriscono le immagini pubblicate sul profilo Instagram ufficiale dell’Istituto Volta. In uno dei contenuti compare un cartello con la scritta ‘UIL, hai perso la penna o la faccia? Firma la contrattazione’, mentre in un’altra immagine vengono mostrate copie di articoli di giornale accompagnate dalla parola ‘Vergogna’. Si tratta di messaggi che individuano chiaramente un destinatario della contestazione e che suggeriscono una precisa interpretazione delle responsabilità. Il punto più delicato riguarda però il coinvolgimento degli studenti. Le immagini mostrano infatti la presenza di ragazzi all’interno dell’istituto scolastico durante la protesta. Se tali studenti sono minorenni, come normalmente avviene in una scuola secondaria superiore, la questione assume una rilevanza che supera il piano sindacale e investe direttamente quello educativo. Gli studenti non partecipano alle trattative, non possiedono competenze giuridiche o contabili specifiche e non dispongono degli strumenti necessari per valutare autonomamente la complessità di una contrattazione integrativa o le osservazioni formulate da un Collegio dei Revisori dei Conti. Per questo motivo appare legittimo interrogarsi sull’opportunità di coinvolgere ragazzi minorenni in una controversia amministrativa ancora aperta e caratterizzata da valutazioni tecniche particolarmente complesse. Una scuola dovrebbe essere il luogo in cui si insegna il pensiero critico, la verifica delle fonti e la capacità di distinguere tra fatti e interpretazioni. I verbali dei revisori raccontano una vicenda fatta di norme, procedure, verifiche e responsabilità articolate. Gli slogan, invece, tendono inevitabilmente a semplificare. La domanda che resta aperta è dunque se sia corretto affidare a studenti minorenni il compito di sostenere pubblicamente una delle parti in causa quando gli stessi documenti ufficiali descrivono una realtà molto più articolata. In una comunità educativa la trasparenza dovrebbe rappresentare il primo strumento di crescita civile. Ed è forse proprio da qui che occorrerebbe ripartire: dalla lettura dei documenti, dalla conoscenza dei fatti e dal rispetto del diritto degli studenti a formarsi un’opinione libera e consapevole, senza essere trasformati in protagonisti di una contesa che appartiene anzitutto al mondo degli adulti. Fonte: Collegio dei Revisori dei Conti ATS n. 5 Provincia di Pavia, Verbale n. 2025/007 del 6 dicembre 2025 e Verbale n. 2 del 5 marzo 2026, pubblicati nella sezione Amministrazione Trasparente dell’I.I.S. Alessandro Volta di Pavia.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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