di Tiziana Mazzaglia
L’aria è invisibile, ma essenziale. Ogni giorno respiriamo migliaia di litri d’aria e la qualità di ciò che respiriamo incide profondamente sul nostro benessere fisico e mentale. Eppure, in molti condomini si è persa l’abitudine, o il senso civico, di aprire le finestre dei pianerottoli e degli spazi comuni. In estate, la situazione si aggrava: muri caldi, corridoi senza ventilazione, finestre sigillate creano un vero effetto serra. Non si respira. L’aria stagnante favorisce la proliferazione di batteri, muffe, cattivi odori. Ma aprire una finestra non è solo buon senso: è anche prevenzione, è benessere, è civiltà. Secondo l’OMS, una corretta ventilazione negli ambienti chiusi riduce drasticamente il rischio di trasmissione di malattie respiratorie. Inoltre, l’aria fresca aiuta la concentrazione, migliora l’umore e contrasta l’affaticamento e sicuramente anche i litigi condominiali. Infatti, la funzione di una finestra non è solo quella di far entrare luce, ma anche di favorire il ricambio d’aria. Tenerle chiuse significa rinunciare a un gesto semplice ma fondamentale. Chi vive in condominio dovrebbe ricordare che gli spazi comuni sono una responsabilità condivisa. Aprire una finestra può sembrare un dettaglio, ma è un gesto di rispetto verso tutti. L’aria, come la luce, appartiene a ciascuno di noi.
