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Segni zodiacali sullo schermo: quando il Leone è regista e il Pesci scrive canzoni

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

L’astrologia, da sola, non basterebbe a riempire librerie e palinsesti. Ma quando incontra il cinema, la musica, le serie tv, si trasforma in un gioco irresistibile: individuare i segni dei personaggi, indovinare quello delle star, fare meme con “i segni quando…”. Da anni i social sono pieni di vignette: l’Ariete che sbatte la porta, il Toro che difende il frigorifero, il Gemelli che cambia idea. Sono caricature, certo, ma ci mostrano quanto i segni siano entrati nell’immaginario pop. Nei film, questa presenza è più sottile. Raramente viene dichiarato il segno di un personaggio, ma i tratti caratteriali sono talmente riconoscibili che lo spettatore astrologicamente informato si diverte a giocare:

•la protagonista passionale e un po’ testarda che non molla mai la sua idea sembra un’Ariete;

•il detective metodico, maniaco dei dettagli, profuma di Vergine;

•l’artista tormentato, sempre a metà tra sogno e realtà, porta addosso molto dei Pesci.

Le canzoni non sono da meno. Alcuni testi citano direttamente i segni (“sono un Leone”, “noi Scorpioni…”), altri si limitano a evocare atmosfere: il dramma intenso e possessivo di certe ballate sembra scritto per l’acqua, la leggerezza veloce del pop per l’aria, la sensualità ritmica per il fuoco, la pazienza rassicurante delle ballate acustiche per la terra. Questa astrologia pop ha due facce. Da un lato rischia di ridurre i segni a stereotipi: il Cancro che piange sempre, il Capricorno che pensa solo al lavoro, l’Acquario eternamente strambo. Dall’altro, però, ci fa capire che lo zodiaco funziona come un alfabeto di personaggi: dodici maschere da combinare, mescolare, reinventare. È interessante osservare come molti autori, pur dichiarandosi scettici, finiscono per scrivere storie con un equilibrio quasi astrologico: c’è sempre il coraggioso, il prudente, il romantico, il cinico, l’intuitivo. Come se, al di là delle credenze, quell’antica divisione in dodici temperamenti restasse una mappa comoda per raccontare la varietà umana. Per chi dirige un magazine culturale, questo incrocio è oro puro. Si può immaginare una rubrica in cui, a ogni segno, venga abbinato un personaggio cinematografico, una serie, una playlist. Non per “diagnosticare” il segno degli eroi, ma per dire ai lettori: “Se ti riconosci in questa energia, forse amerai anche queste storie”. Alla fine, l’astrologia sullo schermo fa ciò che fa da sempre: crea narrazioni in cui specchiarsi. Solo che oggi lo specchio non è più soltanto il cielo, ma anche la pagina di Netflix, la radio, lo schermo del cinema.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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