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Quello schermo che ci accompagna negli anni

Giornata Mondiale della Televisione

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Oggi si celebra la televisione, quel magico mezzo che per decenni ha attraversato le nostre case, le nostre vite, i nostri silenzi familiari e le nostre risate collettive. Un tempo simbolo di unione, cultura, intrattenimento intelligente, oggi riflette i cambiamenti di una società che ha smarrito, spesso, la grazia del linguaggio e l’eleganza della parola. Come non ricordare i grandi maestri della TV italiana: Pippo Baudo, che ha attraversato ogni decennio con stile inconfondibile e rispetto per il pubblico; Mike Bongiorno, che ha insegnato l’arte del quiz mantenendo sempre un tono popolare ma mai volgare; Corrado, con il suo garbo ironico e gentile; e poi Raffaella Carrà, che ha abbattuto barriere culturali e linguistiche con la forza del sorriso e dell’energia. Con loro, la televisione era maestra. Il linguaggio era curato, le battute intelligenti, le pause cariche di significato, i contenuti pensati per un pubblico ampio, che includeva anche i bambini, i nonni, le famiglie intere sedute sul divano. Oggi la TV è cambiata. Il palinsesto è frammentato, il linguaggio si è impoverito, l’invettiva ha spesso sostituito il dialogo. Volgarità e urla dominano, mentre l’informazione si confonde con lo spettacolo e i bambini vengono sempre più esclusi da una programmazione che non è più per loro. Eppure, la televisione resta uno specchio potente del nostro tempo. E forse proprio oggi, in questa giornata mondiale, vale la pena chiedersi non solo cosa vediamo, ma anche cosa vogliamo vedere.  Perché il telecomando è ancora nelle nostre mani, e con esso, un po’ del nostro futuro culturale.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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