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Non un fiore: una luce che non si spegne

Festa della Donna

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

L’8 marzo non chiede celebrazioni distratte: chiede di guardare in faccia la realtà, con tenerezza e con rabbia buona. Simone de Beauvoir ricordava che “donna non si nasce, lo si diventa”: un invito a leggere la società, non il destino. Da Il diritto di contare a Suffragette, il cinema mostra che ogni diritto è stato conquistato con fatica, e che il prezzo dell’ingiustizia lo paga tutta la comunità. Nonostante progressi enormi, permangono differenze in salari, carriere e carichi di cura; e la violenza di genere resta un’emergenza trasversale a età e ceti. “Ho capito che non era amore quando ho iniziato a chiedere scusa per tutto”, dice una donna che ha ricominciato da un centro antiviolenza. Per molte sociologhe la parità non è solo una questione di leggi, ma di cultura quotidiana: linguaggio, modelli educativi, spazi pubblici e privati. E allora l’8 marzo diventa una promessa: non lasciar spegnere quella luce neppure il 9. E forse il vero gesto, oggi, è scegliere consapevolezza: un minuto in più per ascoltare, un clic in meno per ferire, una parola in più per costruire. Alla fine resta una domanda semplice: che cosa posso fare, oggi, perché il mondo di domani sia un po’ più umano? Nel quotidiano, anche un dettaglio diventa rivoluzione: un messaggio gentile, un dubbio messo in pausa, una scelta fatta con cura. E forse il vero gesto, oggi, è scegliere consapevolezza: un minuto in più per ascoltare, un clic in meno per ferire, una parola in più per costruire. Alla fine resta una domanda semplice: che cosa posso fare, oggi, perché il mondo di domani sia un po’ più umano? Nel quotidiano, anche un dettaglio diventa rivoluzione: un messaggio gentile, un dubbio messo in pausa, una scelta fatta con cura. E forse il vero gesto, oggi, è scegliere consapevolezza: un minuto in più per ascoltare, un clic in meno per ferire, una parola in più per costruire. Alla fine resta una domanda semplice: che cosa posso fare, oggi, perché il mondo di domani sia un po’ più umano? Nel quotidiano, anche un dettaglio diventa rivoluzione: un messaggio gentile, un dubbio messo in pausa, una scelta fatta con cura. E forse il vero gesto, oggi, è scegliere consapevolezza: un minuto in più per ascoltare, un clic in meno per ferire, una parola in più per costruire. Alla fine resta una domanda semplice: che cosa posso fare, oggi, perché il mondo di domani sia un po’ più umano? Nel quotidiano, anche un dettaglio diventa rivoluzione: un messaggio gentile, un dubbio messo in pausa, una scelta fatta con cura.

 

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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