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Milano sotto una nube di fumo

Il maxi incendio alla Bovisa tra emergenza, rischi ambientali e indagini in corso

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Una gigantesca colonna di fumo nero ha avvolto il cielo di Milano trasformando, nel giro di pochi minuti, una normale serata estiva in un’emergenza che ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di cittadini. Il vasto incendio, divampato nella serata dell’8 luglio all’interno del deposito logistico BRT di via Don Giovanni Minzoni, nel quartiere Bovisa, è stato visibile da gran parte del capoluogo lombardo e dall’hinterland, diventando rapidamente uno degli episodi più rilevanti degli ultimi mesi. Poco prima delle 19:30 le fiamme, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero partite da un container per poi propagarsi con estrema rapidità ai capannoni e ai mezzi presenti nell’area, alimentate dall’elevata quantità di merce stoccata. Una sequenza di forti esplosioni ha accompagnato l’avanzata del rogo: un fenomeno compatibile con lo scoppio di batterie al litio, bombolette spray, pneumatici, serbatoi dei veicoli o altri contenitori in pressione normalmente presenti in un grande hub logistico. Il contenuto dei pacchi coinvolti non è stato reso noto e proprio per questo non è possibile attribuire con certezza l’origine delle esplosioni o la presenza di specifiche sostanze. Dal punto di vista scientifico, un incendio di questa portata rappresenta uno scenario particolarmente delicato, perché la combustione contemporanea di plastiche, carta, cartone, tessuti, componenti elettronici, batterie, detergenti e altri prodotti di largo consumo può liberare nell’aria particolato fine, monossido di carbonio, ossidi di azoto e numerosi composti organici volatili. Se tra i materiali coinvolti fossero presenti plastiche contenenti cloro, come il PVC, potrebbero inoltre svilupparsi diossine e furani, sostanze la cui eventuale presenza può essere accertata esclusivamente attraverso le analisi di laboratorio. Per questo ARPA Lombardia ha avviato immediatamente il monitoraggio della qualità dell’aria, mentre il Comune di Milano ha invitato la popolazione a mantenere porte e finestre chiuse, limitare le attività all’aperto e, in via cautelativa, evitare il consumo di frutta e verdura coltivate nelle immediate vicinanze dell’area interessata fino al completamento delle verifiche ambientali. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei Vigili del Fuoco, affiancate dalla Protezione Civile, dalla Polizia Locale, dal personale sanitario e dai tecnici di ARPA, impegnati per ore nello spegnimento delle fiamme e nella messa in sicurezza dell’area. A rendere ancora più drammatica la vicenda sono state le testimonianze dei residenti e dei lavoratori della zona, che hanno raccontato di aver udito una lunga serie di boati prima di vedere l’enorme nube di fumo oscurare il cielo sopra la Bovisa. Alcuni dipendenti hanno tentato di contenere i primi focolai con gli estintori, salvo poi abbandonare rapidamente il deposito quando si sono accorti che l’incendio era ormai fuori controllo. Anche a chilometri di distanza molti cittadini hanno riferito di aver percepito un intenso odore acre di combustione e di aver chiuso spontaneamente porte e finestre ancora prima delle comunicazioni ufficiali. Le immagini condivise sui social mostrano una nube visibile praticamente da tutta la città, mentre decine di persone osservavano da lontano il lavoro incessante dei soccorritori. Le cause dell’incendio sono tuttora al vaglio degli investigatori e dei Vigili del Fuoco. Al momento non risultano vittime, né persone ferite o intossicate: un dato rassicurante considerando la violenza del rogo e l’estensione dell’area coinvolta. Saranno gli accertamenti tecnici e i risultati dei monitoraggi ambientali a chiarire l’origine dell’incendio e il suo effettivo impatto sulla salute pubblica e sull’ambiente. Le Canoe del Web continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda riportando esclusivamente informazioni verificate e aggiornate dalle fonti ufficiali.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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