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Maturità 2026

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

La Maturità 2026 non rivoluziona l’esame, ma lo rende più selettivo nelle regole e più definito nell’orale: quattro materie scelte annualmente, commissioni riorganizzate, maggiore attenzione al percorso (scuola-lavoro, educazione civica, competenze) e una cornice normativa che spinge a considerare l’esame come “maturazione” nel senso pieno del termine. Dopo mesi di anticipazioni, la Maturità 2026 è la prima a mettere a regime alcune novità “strutturali” introdotte dalla riforma: non cambia l’impianto generale (due scritti + orale), ma cambiano regole, peso del comportamento e soprattutto il colloquio, che diventa più “mirato” perché costruito su quattro discipline individuate ogni anno dal Ministero.  

L’impianto resta: due scritti e un colloquio

La struttura di base rimane quella conosciuta dagli studenti degli ultimi anni:

•prima prova scritta (Italiano), comune a tutti;

•seconda prova scritta, sulla disciplina caratterizzante l’indirizzo;

•colloquio orale.  

Le date nazionali: la prima prova è fissata per giovedì 18 giugno 2026 (ore 8:30); la seconda prova è il giorno successivo, venerdì 19 giugno 2026.  

La novità più visibile: l’orale su quattro discipline

Il cambiamento che fa più discutere è il nuovo colloquio: dal 2026 l’orale verte su quattro discipline, scelte annualmente. L’obiettivo dichiarato è ridurre la “dispersività” e rendere l’esame più coerente e significativo, concentrando l’accertamento su un set di materie definito a monte.  In pratica significa che non ci si presenta più con un orale “potenzialmente infinito”: la cornice è più chiara e le scuole possono preparare con maggiore precisione percorsi e simulazioni.

Materie 2026: pubblicate seconda prova e 4 materie dell’orale

Per il 2026, Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato (anche in Piattaforma UNICA e nel motore di ricerca delle discipline) sia:

•le discipline della seconda prova scritta;

•le quattro discipline del colloquio per ciascun indirizzo.  

Esempi molto attesi:

•Latino al Liceo Classico,

•Matematica al Liceo Scientifico,

(tra le altre scelte per i vari percorsi).  

Commissioni “snellite”: meno membri, stessa presenza esterna

Un’altra novità importante riguarda la composizione delle commissioni: le commissioni sono presiedute da un presidente esterno e composte da due membri esterni e due membri interni per ciascuna delle due classi abbinate. È un cambiamento rilevante perché incide sull’organizzazione pratica degli esami e sul numero di docenti coinvolti.

Condotta: non è più “solo un voto”

La riforma collega più direttamente il percorso (e il comportamento) all’esame finale: l’“esame di maturità” viene inquadrato come verifica non solo di conoscenze e competenze, ma anche del grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità. Sul comportamento, la normativa di riforma prevede anche l’elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale legato a una valutazione nel comportamento pari a sei decimi, con discussione prevista nelle fasi di accertamento/recupero delle carenze. (Su questo punto, scuole e famiglie attendono spesso le istruzioni operative annuali per capire “come” verrà gestito concretamente.)

PCTO: cambia nome, resta centrale (e resta requisito)

I PCTO vengono ridenominati “formazione scuola-lavoro”, ma la sostanza non cambia: le esperienze svolte nel triennio restano un tassello che l’esame “tiene in conto”. Anche comunicazioni e circolari operative delle scuole continuano a ribadire il requisito di ammissione.  

INVALSI 2026: requisito di ammissione confermato (con una sperimentazione)

Per l’ultimo anno delle superiori, lo svolgimento delle prove INVALSI resta requisito di ammissione: Italiano, Matematica e Inglese (lettura/ascolto).  Novità interessante: la rilevazione delle competenze digitali (DIGCOMP) compare in via sperimentale solo nelle classi campione e non costituisce requisito di ammissione.  

Bonus: meno “margine”, ma soglia più accessibile

La riforma interviene anche sui punti aggiuntivi: la commissione può motivatamente integrare il punteggio fino a un massimo di 3 punti, al raggiungimento di un punteggio complessivo almeno pari a 90 (tra credito e prove).  

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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