di Tiziana Mazzaglia
Siamo esseri umani, fragili e complessi, e anche tra le amicizie più forti può entrare il caos dell’imprevisto. Ma forse, con sincerità, rispetto e la voglia di ascoltarsi ancora una volta, si può ritrovare un modo per esserci: anche se in modo nuovo.
A voi, che un tempo eravate inseparabili,
Vi ho osservate da lontano, in quel tempo in cui bastava uno sguardo per capirvi, in cui ogni pausa, ogni intervallo, ogni passo condiviso aveva il sapore di una sorellanza inconsapevole ma autentica. Siete state una costellazione rara: quattro voci distinte che sapevano accordarsi in un’unica armonia. Poi qualcosa è cambiato. L’amore, quell’imprevisto potente, è entrato nel vostro cerchio con la grazia e la violenza di una tempesta. Un fidanzamento, un sentimento nato altrove, e all’improvviso la fiducia ha tremato, il silenzio si è fatto spesso, e lo sguardo dell’una è diventato per l’altra motivo di sospetto o ferita. Non c’è stato un colpevole, ma una frattura sì, e adesso ognuna sembra galleggiare lontana dalle altre, con l’eco di quel “noi” che non si sa più pronunciare. Forse è il prezzo dell’intimità: quando è profonda, lascia cicatrici visibili anche a chi osserva. Ma ciò che mi preme dirvi è che la bellezza di quello che siete state non si cancella. Resta nei ricordi, nei gesti spontanei, in quello spazio del cuore che sa distinguere il valore, anche quando le strade si separano. Non è un invito a tornare indietro, ma un augurio: che possiate ritrovarvi, anche solo nel rispetto, nella consapevolezza di ciò che siete state. Perché certi legami, anche se si trasformano, non smettono di esistere.
Con stima e delicatezza,
una che vi ha ammirate,
Tiziana Mazzaglia
