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L’esserci in un rapporto

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Progetto-donna-e-amore-siaMolte coppie arrivano a voltare pagine, perché uno dei due si sente trascurato o svuotato. Gary Chapman, nel suo libro “I 5 linguaggi dell’amore” parla di rapporti in cui i due individui sono paragonati a dei contenitori che si riempiono a vicenda scambiandosi ascolto, emozioni, presenze. La presenza in una relazione è fondamentale, ma non solo quella fisica, ma anche e soprattutto di quella emotiva, mentale, affettiva. La presenza rafforza il legame: ascoltare, guardare, sentire costruisce l’intimità. Sì, perché, una relazione non è fatta solo di parole, ma di attenzione condivisa, di esserci anche quando non è comodo. Fa sentire visti e riconosciuti. La presenza è un atto d’amore consapevole: non si tratta solo di tempo, ma di qualità: guardarsi negli occhi, ascoltare senza distrarsi, soprattutto con il cellulare, toccare con intenzione, ma anche essere lì quando l’altro ha bisogno, anche in silenzio. La comunicazione virtuale è utile, ma non sostituisce mai quella vera. Una chat può mantenere un legame, tra le varie distane e impegni, ma non può nutrirlo profondamente. Serve presenza autentica per costruire fiducia, rispetto e crescita. Se ti senti sola in una relazione…È giusto farti domande, riconoscere i tuoi bisogni e chiedere all’altro di esserci. La psicologia offre moltissimi spunti preziosi su come nutrire una relazione in modo sano e duraturo. Una relazione non si mantiene da sola: va curata, alimentata, rispettata: un po’ come una pianta che ha bisogno di luce, acqua e presenza. Ecco i principi fondamentali, secondo la psicologia relazionale: instaurare una comunicazione autentica, parlando apertamente dei propri pensieri e sentimenti; Ascoltare senza interrompere o giudicare; Esprimere i bisogni senza paura. La psicologia sottolinea che la qualità della comunicazione è più importante della quantità. Devono esserci presenza e tempo di qualità nel sapersi ritagliarsi momenti esclusivi insieme non solo convivere, ma condividere davvero; Anche i piccoli gesti quotidiani contano: uno sguardo, un abbraccio, una carezza data con consapevolezza. John Gottman, noto psicologo delle relazioni, afferma che la connessione emotiva quotidiana è il miglior predittore della longevità di una coppia. Bisogna essere capaci di mostrare all’altro empatia e validazione emotiva e questo riconoscendo le emozioni dell’altro senza sminuirle. Sì, perché le persone hanno bisogno non solo di essere amate, ma anche di essere comprese. Infine, senza Fiducia e rispetto reciproco non si può andare da nessuna parte!  Si tratta anche di avere il rispetto per non invadere gli spazi personali, di non controllare, ma affidarsi, perché il rispetto parte dal valorizzare l’altro come essere unico, con i suoi tempi, limiti e desideri. Tutto questo accompagna una crescita personale condivisa in cui ci si sostiene a vicenda nella crescita individuale, ci si motiva, ci si ispira. Le coppie più solide sono quelle che si evolvono insieme, restando alleate nei cambiamenti. E quando qualcosa non funziona? La psicologia suggerisce di non evitare i conflitti, ma di affrontarli con rispetto. Litigare fa parte della vita a due, ma è il come si litiga che fa la differenza: senza offendere, senza umiliare, ma cercando di capire e di costruire. Leggere, informarsi, documentarsi e chiedere è un ottimo passo per capire come vivere una relazione autentica e duratura. Ci sono anche diverse citazioni profonde e autentiche su come nutrire una relazione e sull’importanza della presenza, del rispetto e dell’amore consapevole, tratte da psicologi, scrittori e pensatori:

*“L’amore non consiste nel guardarsi l’un l’altro, ma nel guardare insieme nella stessa direzione.” Antoine de Saint-Exupéry

“La presenza è più forte di mille parole. È dire: ‘Ci sono. Ti vedo. Ti sento.’” Brené Brown

“L’amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità.” Erich Fromm

“L’intimità non nasce dalle parole, ma dalla capacità di restare con l’altro, anche nel silenzio, senza scappare.” Carl Rogers

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