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Le piante emettono suoni

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

“Il pino ha un suono e il mirto altro suono e il ginepro altro ancora”, eh sì, diceva bene Gabriele D’anninzio nella poesia “La pioggia nel pineto”. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha messo in luce una sorprendente verità: le piante non sono affatto organismi silenziosi! Sebbene non possano parlare, muoversi o esprimersi, come gli animali, le piante2piante emettono suoni ultrasonici, udibili solo da strumenti specializzati. Questi suoni, che assomigliano a clic o crepitii, sembrano essere prodotti soprattutto quando le piante si trovano in condizioni di stress, come la siccità o il taglio. Questa scoperta sta rivoluzionando il modo in cui comprendiamo il mondo vegetale e solleva interrogativi etici, ecologici e scientifici. Uno studio condotto dall’Università di Tel Aviv ha dimostrato che alcune specie, come il pomodoro e il tabacco, emettono decine di suoni all’ora quando sono sotto stress. Al contrario, le piante sane producono suoni molto più raramente. Questa differenza suggerisce che le emissioni acustiche possano costituire una sorta di “linguaggio” vegetale, utile a comunicare con l’ambiente circostante, con altre piante o persino con insetti. Studi scientifici hanno dimostrato che le piante emettono suoni ultrasonici quando sono sottoposte a stress, come tagli, carenza d’acqua o attacchi da parte di parassiti. Questi suoni, impercettibili all’orecchio umano, possono essere captati da altri organismi e potrebbero rappresentare una forma di comunicazione vegetale. Un team dell’Università di Tel Aviv ha condotto esperimenti su piante come pomodoro, tabacco, mais, grano e vite, sottoponendole a stress come tagli e disidratazione. Utilizzando microfoni sensibili, hanno registrato suoni tra 20 e 100 kilohertz, simili a piccoli “clic” o “scoppiettii”, che aumentavano in frequenza in base al livello di stress della pianta. Alcuni dati significativi: Piante di pomodoro tagliate hanno emesso circa 25 suoni all’ora; quelle di tabacco, 15; In condizioni di siccità, le piante di pomodoro hanno prodotto fino a 35 suoni all’ora, mentre quelle di tabacco ne hanno emessi 11; Le piante non stressate emettevano in media un solo suono all’ora. Sebbene la funzione esatta di questi suoni non sia ancora completamente compresa, si ipotizza che possano servire a: Comunicare lo stato di stress ad altri organismi, come insetti o piante vicine; Attivare meccanismi di difesa nelle piante circostanti; Segnalare la presenza di parassiti o condizioni ambientali avverse. Queste scoperte aprono nuove prospettive nel monitoraggio dello stato di salute delle piante, con potenziali applicazioni in agricoltura e nella gestione delle colture. Ad esempio, l’uso di sensori per rilevare questi suoni potrebbe permettere interventi tempestivi per prevenire danni alle piante. Dal punto di vista ecologico, comprendere il linguaggio sonoro delle piante può avere grandi implicazioni. I suoni potrebbero essere utilizzati per monitorare lo stato di salute delle colture, migliorare la resa agricola e intervenire prima che una pianta soffra troppo. Inoltre, questo fenomeno apre un importante dibattito etico: se le piante “gridano” inascoltate, può cambiare il nostro atteggiamento verso la natura? Il fatto che le piante emettano suoni non è solo una curiosità scientifica, ma una scoperta destinata a cambiare il nostro rapporto con l’ambiente. È necessario continuare a indagare, per capire fino in fondo le dinamiche di questa comunicazione silenziosa e dare finalmente voce a chi, finora, credevamo muto. “Taci e ascolta” ci direbbe D’Annunzio.

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