di Tiziana Mazzaglia
In Italia, le donne vivono mediamente più degli uomini: secondo i dati OCSE, l’aspettativa di vita alla nascita è di circa 84,8 anni per le donne e 80,7 anni per gli uomini, con una differenza di circa 4 anni. Molto è dovuto a fattori biologici e genetici, come: Ormoni sessuali, perché gli estrogeni, predominanti nelle donne, offrono una protezione contro le malattie cardiovascolari, mentre il testosterone, più presente negli uomini, è associato a comportamenti più rischiosi e a una maggiore incidenza di alcune patologie. Le donne possiedono due cromosomi X, che forniscono una “riserva” genetica in caso di mutazioni, mentre gli uomini hanno un solo cromosoma X, rendendoli più vulnerabili a determinate malattie. Non sono da sottovalutare i comportamenti e stili di vita: Le donne tendono a seguire diete più equilibrate, consumano meno alcol e fumano meno rispetto agli uomini. Ad esempio, il 69% delle donne italiane non ha mai fumato, contro percentuali più basse negli uomini. Le donne sono generalmente più propense a sottoporsi a controlli medici regolari e a seguire le terapie prescritte, contribuendo a una diagnosi precoce e a una gestione migliore delle malattie. Ci sono anche i fattori sociali e psicologici. Le donne spesso mantengono legami sociali più forti, che offrono supporto emotivo e contribuiscono al benessere psicologico, fattore associato a una maggiore longevità. Le donne tendono a esprimere le proprie emozioni e a cercare supporto in situazioni stressanti, mentre gli uomini possono essere più inclini a interiorizzare lo stress, con effetti negativi sulla salute. Sebbene le donne vivano più a lungo, trascorrono una parte maggiore della loro vita in condizioni di salute non ottimali. Secondo il rapporto BES Istat 2023, la speranza di vita in buona salute alla nascita è di 60,5 anni per gli uomini e 57,9 anni per le donne. La maggiore longevità femminile è il risultato di una combinazione di fattori biologici, comportamentali e sociali. Tuttavia, è importante considerare anche la qualità della vita negli anni aggiuntivi, promuovendo politiche sanitarie che migliorino il benessere complessivo di entrambi i sessi.
