di Tiziana Mazzaglia
C’è una bellezza che va oltre lo sguardo. Una bellezza che non si consuma sul tappeto rosso, ma si rifugia nel silenzio di una casa abitata da code scodinzolanti. Brigitte Bardot, icona intramontabile del cinema francese e simbolo di sensualità libera e indomita, è diventata con il tempo un volto dell’amore puro: quello verso gli animali. Quando il mondo l’avrebbe voluta eterna diva, lei ha scelto di farsi custode di creature dimenticate. «Il mio dolore è di vedere l’uomo capace di tanta crudeltà verso chi non può difendersi», ha dichiarato Bardot, e da allora la sua vita si è fatta battaglia. La sua fondazione, attiva dal 1986, salva cani, gatti, cavalli e ogni specie in difficoltà. Lei, che ha conosciuto i riflettori e l’adulazione, ha trovato compagnia nei silenzi fedeli dei suoi animali. Come lei, molte donne bellissime, da Doris Day a Audrey Hepburn, hanno scelto il conforto di un cane accanto al divano piuttosto che una mondanità vuota. Perché c’è un amore che non si spegne: quello che non ha bisogno di trucco, di sceneggiature o di consensi. L’amore che ti guarda e ti riconosce sempre. Brigitte, con le sue rughe nobili e i suoi occhi ancora inquieti, ci insegna che vivere con i cani è una dichiarazione di libertà. Forse le donne più belle preferiscono i cani non perché rifiutino l’amore umano, ma perché hanno imparato a cercare un amore sincero. Senza invidie, senza inganni, senza pretese. Perché un cane non giudica. Ama. E l’amore vero, come la bellezza vera, non ha bisogno di essere spiegato.
