di Tiziana Mazzaglia
Il 19 aprile 2025, a Zwolle, nei Paesi Bassi, due persone hanno pronunciato il loro sì davanti ad amici e familiari. Le parole erano sincere, il tono leggero, l’atmosfera intima. Eppure, per il diritto civile olandese, quel matrimonio non è mai esistito. Nei giorni scorsi, un tribunale ha stabilito l’annullamento dell’unione perché le formule utilizzate durante la cerimonia non rispettavano i requisiti previsti dalla legge. Un dettaglio formale, si direbbe. Ma sufficiente a cancellare l’atto dal registro civile della città. La particolarità del caso sta nell’origine di quelle parole: il discorso di nozze era stato scritto con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, ChatGPT, su richiesta dell’amico a cui la coppia aveva affidato il ruolo di celebrante. Una scelta dettata dal desiderio di allontanarsi dalla rigidità dei formulari ufficiali, per dare spazio a un linguaggio più personale, più umano. Nel testo, gli sposi venivano invitati a “sostenersi, stuzzicarsi e abbracciarsi anche quando la vita diventa difficile”. Non solo marito e moglie, ma “una squadra”, “una coppia pazza”, “l’uno amore e casa dell’altra”. Espressioni dense di affetto, capaci di restituire l’intimità di un legame. Non, tuttavia, di soddisfare la precisione richiesta dal codice civile. La sentenza, emessa il 5 gennaio e resa nota per ragioni di interesse pubblico, ha imposto l’annullamento del matrimonio, pur riconoscendo la buona fede dei protagonisti. I nomi della coppia sono stati omessi per motivi di privacy, ma resta il dato simbolico: l’amore c’era, la forma no. È una storia che racconta il nostro tempo, sospeso tra il bisogno di autenticità e il peso delle regole, tra la creatività dell’algoritmo e l’inflessibilità della norma. L’intelligenza artificiale può suggerire parole gentili, costruire metafore, dare ritmo a un’emozione. Ma non può, almeno per ora, sostituirsi al linguaggio secco e rituale che la legge pretende. Così, mentre gli sposi restano una coppia nella sostanza, il loro matrimonio si dissolve nella forma. Un’unione vera, ma giuridicamente imperfetta. Perché, a volte, non è l’amore a mancare: è la formula corretta.
L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.
