di Tiziana Mazzaglia
È ufficiale: il futuro è rosa, biondo, alto (poco più di lui) e perfettamente programmabile. In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è sbarcata nelle nostre case, qualcuno ha pensato bene che il cliente tipo vuole soprattutto una compagna che si “accenda e si spenga”, che stia zitta quando si desidera silenzio, che risponda al telecomando del desiderio, non al desiderio di essere ascoltata. Ebbene sì: la produzione di robot‑donne è in forte crescita, e non è fantascienza. Prendiamo un dato: il mercato globale dei robot compagni (companion robot) vale già oltre 10,8 miliardi di dollari nel 2024, e si prevede che entro il 2034 toccherà cifre prossime ai 94,2 miliardi, con un tasso di crescita annuo che sfiora il 24,2%. Tra questi, una fetta significativa sono robot progettati con corpo “femminile”, vocabolario dell’estetica che richiama stereotipi: bionde, occhi chiari, passo aggraziato, volto levigato. Perché? Perché, pare, l’uomo medio sogna una donna che non discuta, che risponda sempre “sì maestro”, che appaia perfetta nelle pubblicità, che cammini al suo fianco ma resti sempre “oggetto”. Non sorprende allora che il mercato dei pet‑robot, companion robot per animali, stia crescendo anche per ragioni analoghe: il bisogno di affetto secondo le nostre esigenze senza dover entrare in discussioni con confronti e doveri se non quello di dover pagare la bolletta per ricaricargli la batteria.
L’immagine pubblicata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.
