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“La Didattica a distanza” del Prof. Luigi Pasini

Intervista

di Tiziana Mazzaglia
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di Tiziana Mazzaglia

L’intervista che qui Vi propongono in versione scritta è andata in diretta domenica 26 ottobre 2025 su Facebook e poi su YouTube ai link indicati a fine pagina.

 

Buongiorno da Tiziana Mazzaglia di “Le canoe del web”, oggi mi sono collegata per intervistare il professor Luigi Pasini, un docente con oltre trent’anni di esperienza nell’insegnamento della matematica applicata, della statistica e dell’informatica nelle scuole secondarie d’istruzione secondaria di secondo grado. Ha svolto attività come esaminatore ICDL fin dal 2003 e ha scritto manuali e testi dedicati alle certificazioni informatiche. È inoltre autore del podcast “Numeri e bit” e gestisce il canale YouTube “Didattica a distanza per tutti” con centinaia di video dedicati alla formazione online. Il suo percorso professionale lo rende interlocutore privilegiato per riflettere sul ruolo della didattica a distanza, delle competenze digitali e dell’evoluzione tecnologica nella scuola italiana. Mi permetto di definirlo l’Alessandro Barbero della matematica. Ho seguito varie sue dirette per cercare di conoscerlo meglio, prima di intervistarlo, e mi permetto di dire che nelle sue dirette, la matematica diventa quasi un gioco. Quindi, per gli alunni non c’è più l’ostacolo del professore dietro la cattedra, magari alla mattina, alla prima ora, con poca voglia di seguire il sonno e voglia di chiacchierare con i compagni o preoccupazione per le materie dell’ora successiva, che potrebbero avere previsto delle verifiche. Invece seguirlo a casa, come, può diventare un supporto molto utile, però adesso vorrei chiedere a lui qualcosa in più sulla didattica e lo faccio entrare in studio.

«Buongiorno professore, ho fatto un’introduzione sull’intervista incentrata sulla didattica a distanza: può raccontarci come è nato il Suo interesse per l’informatica didattica e come ha evoluto la Sua carriera fino alla gestione del canale YouTube?»

«Buongiorno a tutti! Sì, premetto che essendo l’età particolarmente avanzata, a 63 anni, ho finito la laurea in economia non sapendo assolutamente nulla di informatica. Siamo praticamente collocati nel primo giugno 1988, dove all’entrata a scuola una mattina ci fu una ragazza che mi consegnò un foglietto di un primo corso di informatica. Partendo da lì è stata una pallina che ha generato una valanga gradualmente».

«Negli ultimi anni la didattica a distanza (DAD) è diventata centrale: quali sono, secondo lei, i maggiori punti di forza e le criticità che ha osservato nel suo utilizzo nella scuola d’Istruzione secondaria di secondo grado?»

«Per quanto riguarda il canale YouTube, diciamo che la nascita di un mio canale è molto datata, addirittura nel 2009, però ovviamente nell’epoca c’erano strumenti rudimentali per realizzare video ed è stato un deposito di lezioni già a partire dall’inizio degli anni dieci. Negli ultimi due o tre anni, dopo il Covid, dove mi sono messo a ritrendere questo canale sotto altri aspetti: diciamo che “tecnicamente” la situazione è ampiamente migliorata e ho prodotto dalle origini a oggi più di 1100 video, che sono presenti sul canale ed effettivamente, dal punto di vista didattico, hanno un’efficacia che dà molte gratificazioni. Negli ultimi anni la didattica a distanza, chiamata DAD, è diventata centrale».

«Lei parla spesso di competenze digitali e certificazioni (ICDL, ad esempio) nei suoi corsi: in che modo ritiene che queste competenze possano essere integrate nel curricolo scolastico tradizionale?»

«Diciamo che nei due anni dove la didattica a distanza di fatto era obbligatoria -stiamo parlando dei due anni del Covid – ha avuto molte più criticità rispetto ai vantaggi effettivi, anche perché con il Covid, da marzo del 2020, molti docenti si sono trovati dall’ oggi al domani a dover applicare competenze che non avevano coltivato prima e di conseguenza ha creato parecchi problemi e soprattutto dover gestire intere classi a distanza, dal punto di vista dell’obbligo, ha reso grandi difficoltà. Per quanto riguarda l’aspetto post-Covid, posso dire che la didattica a distanza ha due aspetti fondamentali. Se ciò che si segue è seguito per scelta, ancora, o se ciò che si segue è seguito per obbligo. Mi è capitato di fare parecchi corsi di vario genere legati alle certificazioni informatiche, anche enti pubblici, però si è sempre vista la differenza fra chi ha scelto veramente di coltivare quelle competenze o chi, essendo obbligato, ha fatto presenza, magari con la webcam spenta e facendo altro, quindi rendendo la didattica a distanza sicuramente poco efficace. Ultimamente, ho introdotto fra le variabili in questione anche il discorso del live streaming, che ai ragazzi piace moltissimo, secondo le loro inclinazioni, però dà una sorta di conforto, di aiuto specifico, soprattutto anche in preparazione alle verifiche, che veramente sta portando grandi soddisfazioni».

«Lei tratta anche l’argomento delle certificazioni ICDL, soprattutto nel Garlaschese e nelle varie scuole della Lombardia. In che modo ritiene che queste competenze possono essere integrate nel curriculum scolastico di uno studente?»

«Diciamo che negli Istituti tecnici, il bienio dell’informatica, già dovrebbe coprire cinque dei sette esami delle ICDL full standard. Il problema è che non tutti gli insegnanti che gestiscono questo tipo di situazione sono sull’ordine di idee di associare alle certificazioni, ma le certificazioni implicherebbero anche una struttura nell’ambito delle scuole sicuramente superiore a quelle attuali. Noi al Bordone di Pavia abbiamo dei laboratori ben fatti, ben strutturati, che consentono anche corsi e interazioni con l’aspetto tecnologico molto efficaci, ma introdurre le certificazioni a livello curriculare anche nel triennio implicherebbe avere un strutture laboratori ancora superiori, perché effettivamente servirebbe moltissimo per fornire competenze che poi siano veramente spendibili nel mondo del lavoro. Nel senso che per esempio, per necessità oggettive si fanno ancora su carta situazioni tali che poi nel mondo reale non si riscontrano più. Per esempio, io sostengo sempre che le verifiche anche agli esami di stato, di economia aziendale piuttosto che le verifiche scritte fatte durante l’anno sono ancora fatte con carta e penna, quando nella realtà ormai con il gestionale si fa tutto. Importante sicuramente è capire la logica che sta dietro eccetera eccetera. Quando si fa la matematica finanziaria stessa, la matematica finanziaria fatta con Excel è una cosa, quella che realmente poi nei problemi interni lavorativi si svolgerà. Ma la matematica finanziaria che viene fatta normalmente è ancora con carta e penna e calcolatrice, quindi per ridurre quella che è la distanza fra il mondo reale e il mondo scolastico sicuramente andrebbe investito ancora di più in strutture e soprattutto incentivati i docenti a orientarsi sotto l’aspetto tecnologico».

«Con la diffusione dei video‑lezioni e del materiale online, quale sarà secondo lei il ruolo del docente in aula nei prossimi cinque‑dieci anni?»

«Il docente non potrà mai mancare perché il docente è quello che con la propria empatia può stimolare quella che è la mente e il cuore anche dei ragazzi. Quindi la video-lezione è importante, ma la sua importanza aumenta progressivamente con l’aumentare dell’età, nel senso che io vedo sul mio canale una grandissima percentuale di fruitori che è costituita da studenti universitari, dove lo studente universitario che deve preparare l’esame di statistica, l’esame di matematica finanziaria ed ho anche dei feedback di studenti universitari che mi dicono di aver preparato, con i miei video l’esame in questione. Per quanto riguarda invece gli studenti delle superiori, diciamo che le live che li coinvolgono direttamente, stimolate eccetera hanno efficacia, per i video diciamo non c’è ancora quella maturità e quella voglia di andare a cercare veramente, dire: “devo studiare questo argomento, vado ad approfondirlo, allora cosa faccio? Vado a scegliermi da quel canale YouTube i video che trattano di quel determinato argomento”».

«E poi invece, rimanendo sempre nell’ambito della scuola, molti docenti lamentano ad esempio la difficoltà nell’utilizzo delle tecnologie digitali o nella gestione di classi miste, che possono essere in presenza o online, quali consigli pratici può dare ad un insegnante che si trova in queste condizioni?»

«Mah, diciamo che adesso gli strumenti per poter acquisire competenze indubbiamente ci sono, non siamo più a dieci-quindici anni fa dove effettivamente situazioni del genere avrebbero potuto portare a disagi ancora superiori. Indubbiamente quello che sto notando nell’ambito scolastico è la mancanza di incentivo da parte, diciamo, di chi si dà da fare in un certo settore piuttosto che in un altro e non trova, a volte, quello stimolo: perché io ritengo che l’uso della tecnologia, se supportato da passione, è tremendamente bella. Se supportata dall’ obbligo – un po’ come tutte le cose della vita- può diventare sicuramente difficoltoso: ognuno di noi ha dei talenti, dei talenti possono essere orientati in un modo piuttosto che in un altro, di conseguenza chi diciamo ha un certo feeling verso questo settore sicuramente è più facilitato. Gli altri devono trovare lo spirito di poter magari seguire i corsi giusti, perché seguire un corso è condizione necessaria, ma non sufficiente per acquisire competenze. Infatti, io punto sempre sulle certificazioni quando mi viene detto: “ma io non so usare il computer, vorrei imparare a usare il computer”, Rispondo “ok facciamo un corso”, ma alla fine deve essere finalizzato a un esame: noi acquisiamo competenze quando tutto ciò che impariamo deve essere incanalato verso un determinato obiettivo. Sennò io dico spesso che i corsi diventano “usa e getta”: di fatto si impara oggi e si dimentica domani, proprio perché non c’è quello stimolo, quella determinazione che servirebbe per sedimentare bene tutto quello che si cerca di imparare».

«L’intelligenza artificiale sta entrando anche nella scuola, spesso con diffidenza, secondo lei può essere uno strumento utile nella didattica?»

«L’intelligenza artificiale è fondamentale nella didattica, io la sto usando in maniera notevolissima e la contraddizione diciamo, a volte certe decisioni nell’ambito della gestione scolastica – come tutte le cose della vita- non sono totalmente positive e non sono totalmente negative. Spesso l’obbligo di non utilizzare lo smartphone è stato esteso da quest’anno anche a tutte le scuole superiori, in linea di principio per seguire al meglio le lezioni, per non distrarsi, eccetera  ed è una decisione che ha i suoi aspetti positivi. Lo smartphone però tante volte- se usato opportunamente – a meno che non venga sostituito da tablet, oppure dal portatile che alcuni studenti anche se offline lo utilizzano, è uno strumento importante! Con l’intelligenza artificiale per esempio io istruisco spesso i miei studenti, ma soprattutto anche chi ha qualche problema di velocità, qualche DSA, qualche BES eccetera, a usare l’intelligenza artificiale. Nel mio video spingo proprio per lo studio ad esempio come notebook LIM e Napkin, piuttosto che Gamma ed altri. Sono tutti strumenti che facilitano lo studio. Gli studenti di adesso, con questa struttura di orario e col fatto che magari pratichino anche uno sport, hanno dei momenti di studio e di organizzazione nettamente ridotti rispetto ai nostri dove si finiva la scuola l’una e si frequentava i sei giorni alla settimana. Per cui, l’organizzazione sicuramente fa la differenza e io faccio vedere spesso, per esempio, come nei momenti in cui loro sono pieni di verifiche, devono studiare materie anche discorsive possono tradurre il tutto con notebook LM, generare i podcast per il loro apprendimento uditivo che è decisamente più efficace per queste generazioni che non il sottolineare ed evidenziare sul libro; penso che la generazione dei video possa fornire alla didattica strumenti di una potenza strepitosa che possa semplificare proprio l’organizzazione dello studio, tenendo conto appunto che questi ragazzi di tempo ne hanno meno della metà di quello che si aveva prima, perché un pendolare che termina alle quattro del lunedì e arriva a casa alle cinque e mezza o le sei dopo aver fatto otto ore seduti in un banco, dalle otto alle quattro, pretendere che questo si metta anche a studiare è qualcosa di impensabile, se poi c’è anche uno sport diventa tutto molto più difficile quindi tenendo conto che i tempi non ci sono più l’intelligenza artificiale può davvero fare la differenza per compensare, almeno in parte, questo tipo di problema».

«Invece i docenti che giovamento possono utilizzare dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale?»

«I docenti possono ridurre la tempistica in cui si producono, per esempio, le verifiche: si adattano le verifiche alle singole esigenze in maniera veramente straordinaria. Ovviamente bisogna imparare a gestire i prompt in modo opportuno, articolato, ben definito, seguendo determinate caratteristiche, possono generare anche degli acquisti interattivi, lavori di ogni tipo, presentazioni. Lo dicevo ad una collega qualche giorno fa:  “ho preparato cinque verifiche, con relative risoluzioni in venti minuti”. Cinque verifiche equivalenti preparate senza questo strumento avrebbero portato a cinque-sei ore di lavoro, di conseguenza ovviamente usando l’intelligenza artificiale con le versioni a pagamento: ecco quello secondo me dovrebbe rientrare anche fra il cosiddetto “bonus” docenti, perché l’intelligenza artificiale nell’ambito della didattica è qualcosa di veramente straordinario. Ovviamente bisogna conoscere un minimo la gestione, quelli che sono i pacchetti principali appunto da Cloud a VLOU GPT a Mistral VLM, Gamma: bisogna avere l’idea di come muoversi e poi si può interagire con l’intelligenza artificiale semplificando la tempistica del lavoro in maniera straordinaria».

«La ringrazio professore è stato tutto utile. Invito tutti a seguire il suo canale “La Didattica a distanza per tutti“, perché si può sempre imparare anche se si è già insegnanti, dai colleghi con più esperienza c’è solo da imparare, sono sempre una risorsa notevole».

«Infatti ho notato recentemente, perché ovviamente negli analytics si può andare a vedere, che anche le fasce di età medio-alte stanno crescendo in modo importante, quindi questo sicuramente mi fa piacere».

 

 

Ecco i link per seguire l’intervista:

https://www.facebook.com/61572723274329/videos/2625689854436420

 https://www.youtube.com/watch?v=T2Q4kCX2CHs

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