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Il sesso forte

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Per anni, e forse ancora oggi in molti luoghi, la donna è stata chiamata il sesso debole. Ma chi partorisce tra urla e sangue, chi allatta, chi accudisce un neonato senza sonno e poi la mattina si alza per lavorare, chi regge sulle spalle il doppio carico di casa e lavoro, chi cresce figli e si prende cura degli anziani, non è affatto debole: è la vera forza silenziosa del mondo. La donna è madre, guida, sostegno, cura. È quella che abbraccia anche quando tutto crolla. Ed è proprio per questo che spesso diventa bersaglio. La violenza sulle donne è un tentativo di zittire, di annientare, di domare ciò che non si riesce a controllare: la forza, la determinazione, l’autonomia, il coraggio. Più le donne alzano la testa, più diventano obiettivo. Dietro ogni schiaffo, ogni insulto, ogni tentativo di controllo c’è una paura: la paura dell’uomo fragile di fronte a una donna forte. Eppure le donne continuano a resistere, a brillare. Da Marie Curie, prima donna a vincere il Nobel per la Fisica nel 1903, a Malala Yousafzai, simbolo della lotta per il diritto all’istruzione, da Rita Levi-Montalcini a Nadia Murad, da Rosa Parks a Samantha Cristoforetti, da madri anonime a dottoresse, da maestre a scienziate, da contadine a presidenti. Le donne cambiano il mondo ogni giorno, spesso in silenzio. Celebrare questa giornata non significa solo ricordare le vittime, ma anche ricordare il valore immenso di ogni donna. Non serve proteggerla: serve rispettarla. E smettere di chiedere alle donne di avere paura. Cominciamo a insegnare agli uomini a non fare paura. Perché la vera debolezza non è essere donna. È fare del male a chi è la vita stessa.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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