di Tiziana Mazzaglia
Luci soffuse, alberi scintillanti, ghirlande colorate: ogni anno, spesso già da novembre, le case e le strade si trasformano in piccoli mondi incantati. Ma cosa c’è dietro questa voglia irresistibile di addobbare tutto per il Natale? Perché il solo atto di appendere una pallina può farci sentire meglio?Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Psychology, addobbare la casa per Natale stimola emozioni positive, innescando ricordi d’infanzia legati alla famiglia e al senso di appartenenza. Le decorazioni natalizie, infatti, agiscono come cure emozionali, elementi visivi che riattivano memorie felici e ci riportano in uno spazio mentale più sereno. Uno studio condotto dallo psicologo Steve McKeown suggerisce addirittura che chi decora prima del tempo ha una personalità più aperta e gioiosa, desiderosa di rivivere le emozioni positive del passato. Anche dal punto di vista neuroscientifico, i colori brillanti e le luci stimolano la produzione di dopamina, l’ormone del piacere. Decorare diventa così una forma di auto-cura, soprattutto in tempi di incertezza, come quelli che viviamo. Il Natale è anche un momento sospeso, un rituale collettivo che rompe la monotonia del quotidiano e ci dà il permesso di credere, anche solo per un attimo, nella bellezza gratuita. Decorare ci connette agli altri, stimola il senso di comunità e ci ricorda che, nonostante tutto, c’è ancora spazio per la meraviglia. Come diceva il film “Elf – Un elfo di nome Buddy”: «Il miglior modo per diffondere l’allegria natalizia è cantare forte per farla sentire a tutti». E forse, anche riempire il mondo di luci e ghirlande.
