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Il matrimonio: da rito a scelta consapevole e al terrore!

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Il matrimonio, da sempre simbolo di unione e stabilità, ha attraversato un’evoluzione profonda nei secoli, mutando in forma, significato e funzione sociale. Ai tempi dell’imperatore Augusto, nell’epoca aurea dell’Impero Romano, il concetto di matrimonio non era rigidamente legato a cerimonie religiose o registri ufficiali. Bastava vivere insieme e presentarsi in pubblico come coppia, perché l’unione fosse riconosciuta dalla società. Era una forma di consenso sociale più che legale e la convivenza era sufficiente a definire uno status. Con il consolidarsi del potere della Chiesa cattolica nel Medioevo, il matrimonio divenne sempre più un sacramento religioso, con regole, riti e benedizioni. L’unione serviva non solo a consolidare famiglie, ma anche a regolare eredità e alleanze. Le donne spesso erano oggetto di trattative, e l’amore era secondario. Con l’Illuminismo e poi con la rivoluzione industriale, si cominciò a parlare di amore romantico. Il matrimonio passò da dovere sociale a scelta personale, anche se ancora legato a ruoli tradizionali. Solo nel Novecento le donne hanno ottenuto parità giuridica nei rapporti di coppia. Nel presente, molte coppie eterosessuali preferiscono convivere piuttosto che sposarsi. Al tempo stesso, le coppie omosessuali lottano per ottenere riconoscimenti legali, come le unioni civili o il matrimonio egualitario. Un paradosso: chi ha sempre avuto accesso al matrimonio lo rifiuta; chi ne è stato escluso, lo rivendica come diritto. Questo perché il matrimonio oggi fa paura: è visto come vincolo, burocrazia, perdita di libertà. Ma forse proprio questa paura indica quanto l’unione legale abbia ancora valore, e quanto siamo cambiati nel modo di concepire l’amore, la fedeltà e la famiglia. Nel 2023, in Italia, i matrimoni sono diminuiti del 2,6% rispetto all’anno precedente, con un calo ancora più marcato nei primi otto mesi del 2024 (-6,7%). I matrimoni religiosi hanno subito una flessione dell’8,2%, accentuando una tendenza alla diminuzione già in atto da tempo.  Al contrario, le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono aumentate del 7,3% nel 2023 rispetto all’anno precedente, con 3.019 unioni registrate. Di queste, il 56,1% riguarda unioni tra uomini. Quindi, mentre le coppie eterosessuali sembrano allontanarsi dal matrimonio, preferendo la convivenza, le coppie omosessuali lottano per ottenere riconoscimenti legali delle loro unioni. Un paradosso che riflette i cambiamenti nei valori e nelle aspettative della società contemporanea. In un contesto in cui il matrimonio tradizionale perde terreno, emergono nuove forme di unione che rispondono alle esigenze di una società in continua evoluzione. Il matrimonio fa paura? Forse sì, ma ciò non significa che l’amore e l’impegno reciproco siano meno importanti.

In foto i miei genitori.

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