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Il cuore nella letteratura e nel cinema

Il 29 settembre ricorre la Giornata Mondiale del Cuore

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Il cuore non è solo un organo, è un simbolo eterno. Batte nei versi dei poeti, nei dialoghi dei romanzi, nelle scene più intense del cinema. E quando si ammala, quando trema o si arresta, diventa metafora della condizione umana, della vulnerabilità, dell’amore che travolge o del dolore che stronca. Le malattie cardiovascolari, che nella realtà sono tra le prime cause di morte al mondo, trovano spazio anche nell’immaginario narrativo: non solo come eventi medici, ma come detonatori di verità. Nel romanzo “Suite francese” di Irène Némirovsky, l’infarto del banchiere Corbin non è solo la morte di un personaggio, ma il crollo di un sistema sociale in decadenza, sorpreso dalla guerra. In “Cuore di cane” di Bulgakov, l’ironia e la sperimentazione scientifica passano letteralmente dal trapianto di un cuore umano in un cane: la centralità dell’organo come fulcro dell’identità. Al cinema, chi può dimenticare l’infarto silenzioso che colpisce Michael Corleone ne “Il Padrino“: Un cuore stanco, logorato da potere e pentimento. O l’arresto cardiaco che colpisce il protagonista in “About Schmidt“, portandolo a riflettere sulla vacuità di una vita passata a rincorrere certezze? Nel film “The Father“, sebbene non vi sia una malattia cardiaca esplicita, il cuore dello spettatore è posto sotto sforzo continuo: palpitazioni, ansia, smarrimento. Il cinema stesso diventa tachicardia emotiva. E in “Million Dollar Baby“, la fragilità del corpo (e del cuore) si intreccia con quella dell’anima, fino al gesto estremo che rompe ogni confine. Anche in “L’attimo fuggente“, la morte improvvisa di Neil non è un infarto, ma il colpo lo si sente nel petto, come se fosse un attacco al cuore collettivo. Perché, in fondo, ogni grande narrazione agisce come una fibrillazione: scompone il ritmo e ci costringe ad ascoltare. Nel ricordarci che il cuore può cedere, questi racconti ci invitano a proteggerlo, non solo con farmaci e prevenzione, ma con scelte di vita, emozioni vere, e parole che sappiano ancora farlo battere.

 

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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