di Tiziana Mazzaglia
Il 16 settembre si celebra la giornata per la preservazione dello strato di ozono, un evento che ci aiuta a riflettere sui cambiamenti climatici. Viviamo in un mondo da cui il cielo non tace più. Sussurra con venti impazziti, urla con piogge torrenziali, piange con fiumi che straripano e terre che cedono. Nel 2024, l’Italia ha registrato 351 eventi meteorologici estremi, un aumento del 485% rispetto al 2015, quando se ne contavano appena 60. L’Emilia-Romagna è stata la regione più colpita, seguita da Lombardia, Sicilia, Veneto e Piemonte. Le temperature continuano a salire: nel 2024, l’Italia ha segnato un nuovo record con un aumento medio di +1,33°C rispetto alla media del periodo 1991-2020. Febbraio ha mostrato un’anomalia di +3,15°C, mentre il mare si è scaldato oltre ogni previsione. La popolazione è sempre più consapevole: il 58,1% degli italiani si dichiara preoccupato per i cambiamenti climatici, mentre il 28,5% teme il dissesto idrogeologico, in aumento rispetto al 26,5% del 2023. Il poeta Rainer Maria Rilke scriveva: «Il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima che accada». Oggi, il futuro bussa con forza, chiedendo attenzione e azione. È tempo di ascoltare la terra, di agire con urgenza e determinazione. Perché ogni gesto conta, ogni scelta può fare la differenza. Il cambiamento climatico non è un’ombra lontana, ma una realtà che ci tocca da vicino, solo insieme possiamo affrontarla.
