di Tiziana Mazzaglia
“I bambini sono il futuro del mondo”, si ripete spesso. Ma la realtà impone una riflessione più concreta: i bambini sono il presente, con diritti che vanno tutelati oggi. La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, approvata nel 1989, ha sancito universalmente il diritto dei minori a vivere, a essere ascoltati, protetti, curati, educati. Eppure, ancora oggi, milioni di bambini nel mondo sono vittime di guerre, povertà, abusi, sfruttamento e abbandono scolastico. La letteratura ha sempre alzato la voce per loro. Pensiamo a Oliver Twist di Charles Dickens, un bambino orfano e sfruttato nella Londra dell’Ottocento. O a Pinocchio di Collodi, in cui un burattino-bambino attraversa mille pericoli per diventare “vero”, simbolo del desiderio di ogni infanzia di essere amata e riconosciuta. I Malavoglia di Verga mostrano invece come i bambini fossero immersi fin da piccoli nei drammi economici e familiari, senza una vera infanzia. Il cinema ha offerto immagini altrettanto forti: dal piccolo Totò di Nuovo Cinema Paradiso, orfano di padre, cresciuto tra povertà e bellezza, al durissimo I 400 colpi di Truffaut, dove Antoine, ragazzo ribelle e solo, incarna il disagio dei minori non ascoltati dagli adulti. Fino al recente Io Capitano di Matteo Garrone, dove giovani migranti affrontano l’inferno del viaggio verso l’Europa. In Italia, nonostante un sistema normativo avanzato, esistono ancora troppe fragilità: minori in comunità, bullismo scolastico, famiglie disfunzionali, povertà educativa. Secondo ISTAT, quasi un milione e quattrocento mila minori vive in condizioni di povertà assoluta (dati 2024). E Save The Children denuncia che l’accesso all’istruzione, alla cultura e allo sport è ancora fortemente diseguale, penalizzando i bambini del Sud e delle periferie urbane. Tutelare i diritti dei minori non significa solo proteggerli da ciò che è pericoloso. Significa anche dar loro voce, opportunità, ascolto. Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, «Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano». Ricordarsene è il primo passo per costruire una società che davvero li protegge e li accompagna a diventare adulti liberi, forti, felici.
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