di Tiziana Mazzaglia
Quando il tuo cane ti guarda, scodinzola o si agita al tuo rientro, non è solo abitudine: è relazione. Sempre più studi suggeriscono che i cani sviluppano un legame emotivo autentico con gli esseri umani, mediato da segnali corporei, ormoni e comportamenti. Un esperimento giapponese del team dell’Università di Azabu ha misurato l’ossitocina, detto “ormone dell’amore”, sia nei cani che nei loro proprietari durante 30 minuti di interazione. In chi fissava più a lungo il volto dell’altro, l’aumento dell’ossitocina era significativo in entrambe le specie. Questo “loop di ossitocina” crea una connessione reale, non solo simbolica. Un’altra ricerca, condotta su cani guida, ha evidenziato che accarezzare il cane per pochi minuti provoca un aumento del livello di ossitocina nel cane stesso, senza che cambino significativamente i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress). Ciò conferma che il contatto umano‑cane ha effetti positivi sul benessere emotivo dell’animale, al di fuori di una reazione stressogena.Un’indagine recente su due razze, Akita e Labrador Retriever, ha correlato i comportamenti di attaccamento (vicinanza, richiesta di contatto) con livelli urinari di ossitocina e cortisolo. In particolare nei Labrador, i cani che manifestavano comportamenti affettuosi mostravano livelli più alti di ossitocina. Ciò suggerisce che la famiglia umana diventa anche per loro fonte di “sicurezza emotiva”. Dal punto di vista genetico, la sociabilità canina verso gli esseri umani è modulata dal gene recettore dell’ossitocina (OXTR). In studi condotti su pastori tedeschi e border collie, alcune varianti genetiche correlate al recettore dell’ossitocina sono associate a livelli più alti di “amicizia” o “disponibilità sociale” nei confronti delle persone. Questo suggerisce che parte della predisposizione ad amarci può essere inscritta negli stessi geni. Nel mondo del cinema, il rapporto tra uomo e cane è spesso descritto come incondizionato. Pensiamo a Hachiko – Il tuo migliore amico, dove il cane attende il suo padrone ogni giorno alla stazione, oltre la morte. O in Marley & Me, dove Marley diventa parte integrante della famiglia con i suoi limiti e l’affetto smisurato. In queste storie, il cane non è solo un animale, ma un testimone di amore umano e animale. Tuttavia, è importante non antropomorfizzare troppo: “amore” in un cane non è uguale all’amore umano. Non possiamo sapere cosa provano, ma possiamo osservare segnali coerenti: vicinanza, ansia alla separazione, gioia al ritorno, ricerca di contatto, che suggeriscono emozioni reali. Inoltre, una revisione sistematica del 2025 ha trovato prove moderate che in molte interazioni uomo-animale c’è una co‑modulazione fisiologica (cambiamenti sincronizzati in ormoni o battito cardiaco. Quindi sì, i cani possono “amare” nel modo che la natura gli ha insegnato. Ci guardano negli occhi, invitano il contatto, ci cercano ogni giorno. E forse, come disse Anatole France, «I cani hanno un solo difetto: non vivono abbastanza».
