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Desiderio di pace e di Nazioni unite

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Il 24 ottobre si celebra la Giornata delle Nazioni Unite, un’occasione per riflettere sul significato e sulla necessità di un’organizzazione nata dal desiderio di pace dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale. Con l’entrata in vigore della Carta delle Nazioni Unite nel 1945, il mondo ha cercato un punto d’incontro per la cooperazione, la sicurezza, lo sviluppo e i diritti umani. Ma oggi, in un tempo in cui guerre, crisi ambientali e disuguaglianze sembrano aumentare, questa giornata acquista un valore ancora più urgente. Secondo i dati ufficiali ONU, oltre 733 milioni di persone hanno subito la fame nel 2023, e più di 36 milioni vivono da sfollati interni nei loro Paesi. Un terzo della popolazione mondiale è ancora senza accesso a Internet, esclusa dal sapere e dalle opportunità. Celebrare le Nazioni Unite significa interrogarsi su questi numeri, ma anche su cosa possiamo fare. Come scriveva Camus ne La peste, «il modo più semplice di conoscere una città è vedere come vi si lavora, come vi si ama e come vi si muore»: e oggi, in un mondo globale, quella città è il mondo stesso. Anche il cinema ci ha lasciato testimonianze profonde: film come Hotel Rwanda o The Constant Gardener mostrano quanto la comunità internazionale sia chiamata ad agire e non solo a osservare. La Giornata delle Nazioni Unite è un’occasione per ricordare che «la pace non è solo un obiettivo, ma un cammino», come diceva Dag Hammarskjöld. E che un mondo più giusto e unito può iniziare anche da un gesto, da una scelta, da una parola.

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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