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Conoscere per proteggere una presenza silenziosa nei nostri territori

Quando il caldo mette in difficoltà anche i conigli selvatici

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Passeggiando in un’area verde di Pavia mi sono imbattuta ancora una volta in uno spettacolo che, per molti, potrebbe passare inosservato: un coniglio selvatico che attraversa il prato al calare della sera. Non è un caso isolato. In quella zona vivono diverse famiglie e, osservandole nel tempo, ci si rende conto di quanto siano ormai parte dell’ecosistema locale. Le immagini possono trasmettere tenerezza, ma raccontano anche altro. I prati sono secchi, il terreno è arido e le temperature estive raggiungono valori che mettono alla prova non solo le persone, ma anche la fauna selvatica. Il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) è una specie fondamentale per gli ecosistemi europei. Attraverso le sue tane modifica il terreno favorendone l’aerazione, contribuisce alla dispersione dei semi e rappresenta una preda essenziale per numerosi predatori, contribuendo all’equilibrio naturale. La sua presenza è quindi un indicatore della salute dell’ambiente. Contrariamente a quanto si possa pensare, i conigli non bevono necessariamente grandi quantità d’acqua ogni giorno, perché una parte del loro fabbisogno idrico viene soddisfatta dall’erba fresca e dalla vegetazione ricca di umidità. Tuttavia, durante lunghi periodi di siccità e con prati ormai completamente essiccati, questa fonte naturale diminuisce drasticamente. In queste condizioni il rischio di disidratazione aumenta, soprattutto per i giovani esemplari e per le femmine che stanno allattando. Per evitare il caldo eccessivo, i conigli modificano le proprie abitudini. Rimangono nascosti durante le ore più calde e diventano attivi soprattutto all’alba e al tramonto, quando le temperature sono più miti. Le loro lunghe orecchie non servono soltanto a percepire i suoni: sono un sofisticato sistema di termoregolazione. Grazie alla ricca rete di vasi sanguigni, disperdono il calore corporeo contribuendo a mantenere costante la temperatura. I cambiamenti climatici stanno però rendendo sempre più frequenti le ondate di calore, accompagnate da lunghi periodi senza precipitazioni. Quando la vegetazione si secca e le fonti d’acqua naturali si riducono, anche specie ben adattate come il coniglio possono incontrare maggiori difficoltà. Per questo motivo ho deciso di inviare una segnalazione al Comune, chiedendo di valutare la possibilità di predisporre punti d’acqua nelle aree verdi dove la presenza di questi animali è stabile. Non si tratta di alterare gli equilibri naturali, ma di considerare interventi mirati e temporanei durante i periodi di caldo estremo, come già avviene in diverse realtà per altre specie selvatiche. Proteggere la biodiversità significa anche prestare attenzione agli animali più discreti, quelli che spesso osserviamo per pochi istanti e poi dimentichiamo. Eppure sono proprio loro a ricordarci che le città e le campagne non appartengono soltanto all’uomo, ma sono il risultato di un delicato equilibrio tra tutte le forme di vita che le abitano.

Si allegano foto scattate oggi a Pavia in zona Parco Sicurani.

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