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Anche i poliziotti hanno un cuore

di Tiziana Mazzaglia

di Tiziana Mazzaglia

Ormai manca la tolleranza, manca la capacità di fare dibattito vero, mancano il rispetto e l’empatia. Al suo posto resta solo il rumore della violenza, gli insulti, le parole buttate come pietre. “La tolleranza è rispetto, non indifferenza.” E quando si arriva a gridare “merde” contro la polizia, il rispetto evapora e con lui l’umanità. Dietro quelle divise non ci sono sagome anonime ma volti, storie, famiglie. Sono spesso uomini e donne molto giovani, con figli che li aspettano a casa, con genitori che passano le notti in ansia, persone che hanno scelto un lavoro rischioso convinti di essere utili, di proteggere qualcuno, forse persino di salvare il mondo nel loro piccolo. Non meritano odio. “La forza della polizia in una democrazia non dovrebbe essere temuta, ma rispettata, perché è il confine tra la libertà e la legge del più forte.” E invece li riduciamo a simboli su cui scaricare frustrazioni che hanno radici altrove: la precarietà, le ingiustizie sociali, la sfiducia nelle istituzioni. Ma la divisa non è un nemico, è una responsabilità pesante portata sulle spalle di persone normali, che prendono stipendi modesti e accettano turni, pericoli, tensioni per garantire a tutti noi una strada un po’ più sicura. C’è un’amarezza in più: non ci siamo ancora ripresi dallo shock per le immagini del poliziotto ferito a Torino e subito lo stesso scenario ritorna sulle strade milanesi, come se non avessimo imparato niente, come se la spirale fosse ormai automatica. Da dove nasce tutto quest’odio per chi porta la divisa? Nasce quando smettiamo di riconoscere l’essere umano dietro il casco, quando dimentichiamo che anche loro hanno paura, dubbi, fragilità, e che la sera vorrebbero soltanto tornare a casa interi. Così le ragioni scompaiono e rimane soltanto un muro contro muro che non costruisce nulla. “La democrazia non è gridare più forte, ma ascoltare meglio.” E invece assistiamo a una scena ripetuta, dove nessuno ascolta e tutti urlano. “Chi insulta ha già perso la ragione.” La vera sconfitta non è di una parte o dell’altra, ma di una società che ha smesso di provare empatia e ha dimenticato il rispetto come primo linguaggio civile.

 

L’immagine allegata è stata creata con l’Intelligenza Artificiale.

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